"Fili di speranza che avvolgono il dolore" La storia e l'insegnamento di Gianluca Firetti in un libro scritto durante i giorni della malattia

«Ieri pomeriggio, alle 16, è arrivato a casa di Gian la prima copia stampata del libro “Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca” (Edizioni San Paolo). Il libro è uscito dalla stamperia lunedì 2 febbraio, il giorno in cui abbiamo salutato Gian. Lui non poteva più parlare fisicamente, ma quanto parlerà attraverso queste pagine. Ne sono sicuro». Il titolo del libro è “Spaccato in due” e i suoi capitoli sono l’alfabeto di Gianluca Firetti, un giovane di Sospiro che ha deciso di mettere nero su bianco la malattia che lo ha portato via, a quattro mani con don Marco D’Agostino: «Il primo di gennaio sono andato a casa sua a celebrare la Messa e alla fine gli ho fatto la proposta del libro. Lui sentiva di non averne la forza e mi chiese “Perché?”». L’amico sarcerdote offre dei buoni motivi: «Gli dissi: per noi due, per tanti malati giovani, per i genitori come i tuoi che stanno al loro fianco e per tutti quei giovani che potrebbero dare una mano. Ed è stata quest’ultima cosa ad accenderlo».
«Io non mollo - scrive Gianluca nella lettera di introduzione - e il libro è una testimonianza che, fin qui, ho vinto io. Ma non da solo. In questa storia mi hanno aiutato un sacco di persone. Comincio dall’alto. Il Signore è il primo». «La mia è sì una storia di dolore. Ma è anche una storia di fede, come dovrebbe essere la vita di tutti quanti».
Chi lo ha conosciuto in questi ultimi mesi non esita a definire Gianluca Firetti un santo del nostro tempo, per la forza della fede e per la serenità con cui ha saputo affrontare la sfida della malattia e per il messaggio positivo che attraverso la testimonianza del suo libro è riuscito a diffondere. Su Facebook don Marco tiene una sorta di diario che accompagna tutti gli amici di Gian verso l’evento di venerdì 13 febbraio, quando “Spaccato in due” sarà presentato (alle 18) in Seminario. Sarà l’insegnante e attore Federico Benna ad animare l’evento “L’alfabeto di Gian”, un’immagine di Spiderman in locandina con il sottotitolo “Fili di speranza che avvolgono il dolore”: «Ci sarà un letto sulla scena - spiega - e saranno proposte delle domande che la malattia di un ragazzo di vent’anni ci pone con forza. Domande a cui Gianluca ha saputo dare risposte di speranza. Leggeremo dei passaggi del libro e dal letto partiranno dei nastri, i fili di speranza: solidarietà, amicizia, preghiera, fede...».
E’ di don Marco anche l’idea dell’alfabeto: «Per prima ho proposto la A di Adesso per il primo capitolo. Poi la M: medaglia». Il riferimento al regalo di un amico fatto a Gian: «Lui quella medaglia l’aveva messa, poi se l’era tolta perché, diceva, “non ho ancora vinto, devo lottare ancora”». Altre lettere, invece, è stato lui a sceglierle: «Alla O - racconta don Marco - gli ho proposto Occhi, pensando ai suoi, bellissimi, l’unica cosa che la malattia non gli ha mai portato via. non era convinto e la sera, su whatsapp, mi ha scritto la sua parola: “Osteosarcoma”. Mi sembrava forte, per lui. Lui ha risposto: “Forse per gli altri, perché io ce l’ho davvero”». Non c’è la Z: «A quella - diceva Gianluca - ci penserà Dio».
Questa forza, questo coraggio e questa fede hanno cambiato profondamente, hanno “Spaccato in due” chi ha conosciuto Gianluca. Non lui, la malattia non lo ha “spaccato”: «Il libro -scrive - mi racconta con verità. In ogni pagina mi ritroverai. Sento che, in Dio, siamo già amici».
«Io non mollo - scrive Gianluca nella lettera di introduzione - e il libro è una testimonianza che, fin qui, ho vinto io. Ma non da solo. In questa storia mi hanno aiutato un sacco di persone. Comincio dall’alto. Il Signore è il primo». «La mia è sì una storia di dolore. Ma è anche una storia di fede, come dovrebbe essere la vita di tutti quanti».
Chi lo ha conosciuto in questi ultimi mesi non esita a definire Gianluca Firetti un santo del nostro tempo, per la forza della fede e per la serenità con cui ha saputo affrontare la sfida della malattia e per il messaggio positivo che attraverso la testimonianza del suo libro è riuscito a diffondere. Su Facebook don Marco tiene una sorta di diario che accompagna tutti gli amici di Gian verso l’evento di venerdì 13 febbraio, quando “Spaccato in due” sarà presentato (alle 18) in Seminario. Sarà l’insegnante e attore Federico Benna ad animare l’evento “L’alfabeto di Gian”, un’immagine di Spiderman in locandina con il sottotitolo “Fili di speranza che avvolgono il dolore”: «Ci sarà un letto sulla scena - spiega - e saranno proposte delle domande che la malattia di un ragazzo di vent’anni ci pone con forza. Domande a cui Gianluca ha saputo dare risposte di speranza. Leggeremo dei passaggi del libro e dal letto partiranno dei nastri, i fili di speranza: solidarietà, amicizia, preghiera, fede...».
E’ di don Marco anche l’idea dell’alfabeto: «Per prima ho proposto la A di Adesso per il primo capitolo. Poi la M: medaglia». Il riferimento al regalo di un amico fatto a Gian: «Lui quella medaglia l’aveva messa, poi se l’era tolta perché, diceva, “non ho ancora vinto, devo lottare ancora”». Altre lettere, invece, è stato lui a sceglierle: «Alla O - racconta don Marco - gli ho proposto Occhi, pensando ai suoi, bellissimi, l’unica cosa che la malattia non gli ha mai portato via. non era convinto e la sera, su whatsapp, mi ha scritto la sua parola: “Osteosarcoma”. Mi sembrava forte, per lui. Lui ha risposto: “Forse per gli altri, perché io ce l’ho davvero”». Non c’è la Z: «A quella - diceva Gianluca - ci penserà Dio».
Questa forza, questo coraggio e questa fede hanno cambiato profondamente, hanno “Spaccato in due” chi ha conosciuto Gianluca. Non lui, la malattia non lo ha “spaccato”: «Il libro -scrive - mi racconta con verità. In ogni pagina mi ritroverai. Sento che, in Dio, siamo già amici».
