È il giorno della musalla Palazzo Comunale blindato

5 FEB 15
Ultimo aggiornamento: 17:28 | 16 MAG 25
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E’ il giorno del consiglio comunale aperto. Arriva dopo mesi di veleni, polemiche, istanze cassate e poi ripescate. È la serata del dibattito sul Centro Culturale islamico e la sua musalla, il luogo di culto da destinare alla comunità musulmana di Crema e del territorio. In tutto circa 2 mila 500 persone. Richiesta che divide la città. Guelfi e ghibellini in bilico fra integrazione e preoccupazione. Ansia e propaganda. Resistenza emotiva, soprattutto, alzata come un muro. Una barriera che separa chi sostiene l’esigenza di garantire un diritto costituzionalmente riconosciuto da chi teme infiltrazioni di tipo fondamentalista.
In una sala degli Ostaggi presidiata dalla Polizia locale, il confronto sarà aspro e serrato. Delicato è il compito del presidente, Vincenzo Cappelli, chiamato a dirigere il corposo traffico di interventi. Ad aprire i lavori sarà il Sindaco. Sull’argomento musalla Stefania Bonaldi sa di poter contare su una maggioranza coesa. Se distinguo all’interno del Centrosinistra ci sono stati (e ci sono stati) sono passati sottotraccia. Inosservati o forse inascoltati. Il fronte che va dalle liste civiche d’ispirazione progressista sino a Rifondazione Comunista passando per Partito Democratico e Sel non ha dubbi: legge alla mano, la richiesta della Comunità che ha in Bouzaiane Dhaouadhi il portavoce è da assecondare. In questi mesi Bonaldi più volte ha cercato di fare chiarezza sul punto, motivando la posizione della Giunta e della sua maggioranza a cominciare dal contenuto stesso degli atti che il Comune sta approvando: una variante urbanistica. L’amministrazione è stata parecchio attenta a non mettere sullo stesso piano la questione tecnica con logiche legate al culto. Non è compito di chi guida la città sindacare sul credo religioso dei cittadini, è stato detto. E sarà ribadito fra poche ore. Alcuni passaggi del discorso introduttivo di Bonaldi in Sala degli Ostaggi verteranno sull’aspetto urbanistico e sulle regole in materia di luoghi di culto disposte dalla Regione. Oltre alle chiese cattoliche, il Piano di Governo del Territorio approvato dalla giunta Bruttomesso nel 2011 individua altre tre aree idonee: la prima a Ombriano a fianco alla Sala del Regno dei Testimoni di Geova, la seconda attigua alla chiesa di via Bramante e l’ultima adiacente al Seminario vescovile di Vergonzana. In altre parole, il Sindaco mirerà a dimostrare come, in assenza di effettivi ostacoli, davanti ad una legittima richiesta protocollata dalla Comunità Islamica l’amministrazione avrebbe già potuto prevedere la musalla nel quartiere di Ombriano o in via Bramante.
Ed è in questa logica che la Giunta sta portando avanti la variante urbanistica su un’area di proprietà comunale che si trova in via Milano da destinare alla costruzione di un luogo di culto. Centrosinistra compatto sulla linea del Sì.
Profondamente diverso è il clima nel Centrodestra dove più volte è stato chiesto all’amministrazione di tornare sui propri passi, congelando l’iter della variante urbanistica per poi dare voce ai cittadini con una consultazione popolare. Pressioni in questo senso sono arrivate dai consiglieri comunali di Forza Italia, Lega Nord, Nuovo Centro Destra e delle liste civiche d’area, che per primi presentarono a Cappelli la richiesta di una convocazione urgente del Consiglio Comunale aperto. Nel corso dei mesi il dibattito si è trasferito lontano da Palazzo Comunale. In città è nato un Comitato No Moschea che sfruttando i social network ha raccolto oltre 3 mila adesionI. Cinquemila sono invece i cremaschi che hanno sottoscritto l’appello lanciato dal Club Forza Silvio per sensibilizzare il Sindaco sul ricorso alla petizione popolare (....)
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