Poste, 30 uffici a rischio

Parola d’ordine: razionalizzare. Ovvero chiudere alcuni uffici e ridurre l’attività di altri. E’ questa la strada che Poste Italiane ha segnato nel suo ultimo piano industriale, presentato a dicembre e valido per i prossimi cinque anni. Dalla teoria alla pratica la linea scelta dall’azienda per l’anno in corso si tradurrà, nel territorio della provincia di Cremona, in una razionalizzazione dell’operatività di una trentina di uffici, «Tra chiusure - afferma Pietro Triolo della Cisl - e riduzione dei giorni di apertura. Il che, naturalmente, avrà un risvolto occupazionale non trascurabile». E’ stata proprio la Cisl nelle scorse ore a lanciare l’allarme a livello nazionale e regionale. «L’aspetto che ci lascia più perplessi - dice Triolo - è che a fronte della scelta delle Poste di voler entrare in borsa entro luglio, al primo tavolo di confronto ciò che comunica è un piano di razionalizzazione. Ci saremmo aspettati un confronto su temi come sviluppo, innovazione e investimenti per raggiungere l’obiettivo dell’entrata in borsa»...
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