Il business d'oro dei cassonetti. Affari con gli abiti smessi

1 FEB 15
Ultimo aggiornamento: 17:2616 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Il business d'oro dei cassonetti. Affari con gli abiti smessi
Ogni giorno decine di cremonesi si recano presso i cassoni gialli e vi depositano gli abiti che non utilizzano più, convinti di dare conforto ai più poveri. Complice la presenza di didascalie negli adesivi relativi alle principali destinazioni. Peccato che le cose non vadano sempre così: la maggior parte degli abiti raccolti, infatti, finisce nel circuito del riciclo, venduta a negozi specializzati in abiti vintage o a chi gestisce le bancarelle del mercato. Solo in pochi casi, quelli dell’utilizzo diretto degli abiti usati richiesti ad esempio dalla Caritas in occasione di eventi particolari, i fruitori finali della generosità sono i poveri. Negli altri casi il flusso degli abiti usati alimenta un business, spesso non del tutto trasparente.
All’inizio c’era il treno della Carità: faceva il giro delle stazioni raccogliendo abiti usati in occasione della festa del patrono Sant’Omobono. I vestiti raccolti venivano poi venduti agli imprenditori tessili di Prato, perlopiù aziende che lavoravano su pezze, e, una volta all’anno, si ricavava qualche decina di milioni di lire da utilizzare nelle attività caritative della diocesi...
LEGGI IL SERVIZIO INTEGRALE SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 5 FEBBRAIO, OPPURE ABBONANDOTI ALL'EDIZIONE DIGITALE SU WWW.MONDOPADANO.IT