Musalla, parlano i giovani

Diciassette anni, un filo di barba. Accompagnato da papà, imam e dentista e dal fratello di 22 anni il quale, prima di lui, era a capo dell’ associazione di giovani musulmani residenti in Italia, in questo a caso a Crema. Alorabi Taha parla con il permesso del papà, perché è minorenne e sotto l’ala del fratello, che di anni ne ha 22 e che ha più esperienza. Ma parla con pochi e chiari concetti, con calma e senza ombra di ansia, ma con curiosità, come deve essere tipico di un giovane al quale la vita di tutti i giorni offre tante sorprese.
A 17 anni si trova impegnato in questa associazione e, di questi tempi, di certo non è semplice. Ma cos’è davvero questo club?
«Devo dire che io e mio fratello siamo entrati in contatto con l’associazione dei giovani musulmani italiani a Milano, qualche anno fa e abbiamo avuto l’idea di esportare anche a Crema questa esperienza per vedere se ci fossero giovani interessati».
«Devo dire che io e mio fratello siamo entrati in contatto con l’associazione dei giovani musulmani italiani a Milano, qualche anno fa e abbiamo avuto l’idea di esportare anche a Crema questa esperienza per vedere se ci fossero giovani interessati».
Sì, ma quali sono gli scopi dell’associazione?
LEGGI L'INCHIESTA COMPLETA SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 1° GENNAIO, OPPURE ABBONANDOTI A WWW.MONDOPADANO.IT