Acciaieria, un ulteriore fermo di 15 giorni avrebbe conseguenze devastanti

Sicuramente un momento particolarmente difficile in Acciaieria Arvedi, soprattutto a fronte del lavoro oggi fermo per le verifiche disposte dalle Autorità Giudiziarie. Le Organizzazioni Sindacali sono seriamente preoccupate visto che concretamente a rischio è l’occupazione di 1400 famiglie. Problematiche importanti che, a fronte della sicurezza già accertata, con un fermo di 15 giorni assumerebbe contorni devastanti per i dipendenti e la società.
La nostra affermazione è motivata dal fatto che noi, che rappresentiamo i lavoratori, rimaniamo esterefatti alla notizia che sia necessario ulteriori verifiche per capire se l’impianto è in sicurezza; sbalorditi perché dopo la presentazionedella S.C.I.A., documento necessario per produrre in conformità con le norme di sicurezza, da quanto abbiamo potuto accertare è stato rilasciato dal Comando dai Vigili del Fuoco il Parere di Conformitàin relazione alle opere effettuate dall’azienda per migliorare ulteriormente il livello di sicurezza a seguito degli episodi di incendio verificatisi, esprimendosi favorevolmente rispetto alla ripresa dell’attività produttiva, in data 22 novembre.
Sommare ulteriori 15 giorni di fermo con i 35 fino ad oggi procurati dagli avvenimenti che hanno caratterizzato il periodo a cavallo fra i mesi di ottobre e novembre comporterebbe un forte rischio per la stabilità occupazionale dei dipendenti, visto che gli ordini, non venendo evasi, stanno già portando alla concreta perdita dei clienti. Ciò significa, nel breve periodo, rischiare di arrivare alla chiusura dell’azienda.
Siamo del parere che sia giusto fare ulteriori verifiche, ma chiediamo, per evitare giorni nefasti, di farlo con la produzione in corso, come successo in altre realtà.
Gli operai non possono subire tale situazione, ne va della loro dignità e del rispetto del loro lavoro.
L’incendio, sviluppatosi nel cunicolo cavi elettrici, si è ripetuto in quanto è stato difficile identificarne le cause, ora chiarite, e si è trattato di un episodio eccezionale in quanto mai verificatosi in tale natura in 40 anni di attività.
La società ha sostituito i cavi con cavi completamente nuovi e di maggiore sezione ed ha effettuato una serie di ulteriori miglioramenti, nelle protezioni di sicurezza e nei presidi antincedio, concertati con i Vigili del Fuoco.
L’auspicio è di procedere con la produzione, poiché i dipendenti hanno il diritto di lavorare in sicurezza ed oggi si è in questa condizione.
Tale richiesta è frutto di analisi che testimoniano la veridicità di quanto affermiamo ed eviterebbe possibili azioni incontrollate che potrebbero creare disagio sociale.
Ribadiamo che si può sequestrare l’area per effettuare le verifiche, ma fare contestualmente riprendere il lavoro, tenuto conto che l’azienda dispone di tutte le autorizzazioni e del Parere di Conformità emesso dal comando provinciale dei Vigili del Fuoco che, su richiesta della società, così come comunicatoci, garantiscono un presidio costante in azienda con una pattuglia presente 24 ore per l’eventuale ripartenza.Con anche questa ulteriore garanzia, ci sentiamo sicuri chei lavoratori possano lavorare senza rischi.
La nostra affermazione è motivata dal fatto che noi, che rappresentiamo i lavoratori, rimaniamo esterefatti alla notizia che sia necessario ulteriori verifiche per capire se l’impianto è in sicurezza; sbalorditi perché dopo la presentazionedella S.C.I.A., documento necessario per produrre in conformità con le norme di sicurezza, da quanto abbiamo potuto accertare è stato rilasciato dal Comando dai Vigili del Fuoco il Parere di Conformitàin relazione alle opere effettuate dall’azienda per migliorare ulteriormente il livello di sicurezza a seguito degli episodi di incendio verificatisi, esprimendosi favorevolmente rispetto alla ripresa dell’attività produttiva, in data 22 novembre.
Sommare ulteriori 15 giorni di fermo con i 35 fino ad oggi procurati dagli avvenimenti che hanno caratterizzato il periodo a cavallo fra i mesi di ottobre e novembre comporterebbe un forte rischio per la stabilità occupazionale dei dipendenti, visto che gli ordini, non venendo evasi, stanno già portando alla concreta perdita dei clienti. Ciò significa, nel breve periodo, rischiare di arrivare alla chiusura dell’azienda.
Siamo del parere che sia giusto fare ulteriori verifiche, ma chiediamo, per evitare giorni nefasti, di farlo con la produzione in corso, come successo in altre realtà.
Gli operai non possono subire tale situazione, ne va della loro dignità e del rispetto del loro lavoro.
L’incendio, sviluppatosi nel cunicolo cavi elettrici, si è ripetuto in quanto è stato difficile identificarne le cause, ora chiarite, e si è trattato di un episodio eccezionale in quanto mai verificatosi in tale natura in 40 anni di attività.
La società ha sostituito i cavi con cavi completamente nuovi e di maggiore sezione ed ha effettuato una serie di ulteriori miglioramenti, nelle protezioni di sicurezza e nei presidi antincedio, concertati con i Vigili del Fuoco.
L’auspicio è di procedere con la produzione, poiché i dipendenti hanno il diritto di lavorare in sicurezza ed oggi si è in questa condizione.
Tale richiesta è frutto di analisi che testimoniano la veridicità di quanto affermiamo ed eviterebbe possibili azioni incontrollate che potrebbero creare disagio sociale.
Ribadiamo che si può sequestrare l’area per effettuare le verifiche, ma fare contestualmente riprendere il lavoro, tenuto conto che l’azienda dispone di tutte le autorizzazioni e del Parere di Conformità emesso dal comando provinciale dei Vigili del Fuoco che, su richiesta della società, così come comunicatoci, garantiscono un presidio costante in azienda con una pattuglia presente 24 ore per l’eventuale ripartenza.Con anche questa ulteriore garanzia, ci sentiamo sicuri chei lavoratori possano lavorare senza rischi.