Rapinato il Chicken Kebab di via Aselli

12 NOV 14
Ultimo aggiornamento: 15:19 | 16 MAG 25
Immagine di Rapinato il Chicken Kebab di via Aselli
Nella serata del 9 ottobre 2014, un equipaggio della locale Squadra Volante interveniva presso il CHICKEN KEBAB di via Aselli, in quanto, poco prima, il titolare dell’esercizio aveva subito una rapina ad opera di alcuni ragazzi extracomunitari, consistente nella consumazione di cibi e bevande da parte di un gruppo di ragazzi, tutti di origine romena, i quali tentavamo successivamente di dileguarsi, senza pagare il conto.
Alla reazione del proprietario, uno dei ragazzi alzava l’avambraccio sinistro e lo spingeva al collo, schiacciandolo verso il muro, per poi, con la mano destra, estrarre una pistola che celava dietro la schiena sotto il proprio giubbino, puntandogliela alla gola, e contemporaneamente gli altri tre ragazzi estraevano un coltello, e di fatto si allontanavano dal luogo.
Da una prima visione delle immagini acquisite dal sistema di videosorveglianza interna del locale, gli operanti della Squadra Volante riconoscevano in uno dei soggetti ripresi, più volte deferito, anche in stato di arresto, per reati contro il patrimonio ed in materia di codice della Strada.
L’indagine veniva completata da personale della locale Squadra Mobile che identificava tutti i componenti del gruppo che aveva messo a segno l’azione violenta secondo differenti gradi di partecipazione, e nella circostanza quattro persone, di cui un maggiorenne e tre minori, venivano deferiti in stato di libertà alle competenti A.G. per il reato di rapina aggravata in concorso.
Sulla scorta dell’attività svolta da personale della Questura di Cremona, il Tribunale per i Minorenni di Brescia emetteva la misura cautelare del collocamento in comunità di due dei tre minori per rapina aggravata in concorso e per detenzione di armi, prescrivendo ai medesimi di non allontanarsi dalle strutture se non sotto la sorveglianza degli educatori. Pertanto, nella mattinata odierna, personale della Squadra Mobile e della Volante si recavano presso le rispettive abitazioni per eseguire la misura cautelare. Gli indagati venivano tradotte nelle comunità ubicate in altre province.