Se il buon sangue non mente

4 SET 14
Ultimo aggiornamento: 15:13 | 16 MAG 25
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Chiamarsi Stradivari è una bella responsabilità, non c’è che dire. Specie se vivi a Cremona, dove il mito del sommo liutaio aleggia ancora nelle strade, è palpabile, quasi si tocca con mano. Ed è anche un mito internazionale, mondiale, quello di “Strad”, come lo chiamano gli anglosassoni. Ben lo sapeva Sergio Renzi, storico preside della Scuola di liuteria, il quale amava raccontare di quando - sorta di novello Fitzcarraldo - intraprese un viaggio nella foresta amazzonica e rimase impressionato dal fatto che anche gli indios conoscessero Stradivari, pur non avendo la benchè minima idea di cosa fosse e dove si trovasse Cremona. Il preambolo è per dire che il giovane Luca Natali Stradivari, figlio di Antonia, nota attrice e scrittrice, fondatrice della compagnia San Giorgio e il Drago, discendente per linea diretta dal liutaio che il mondo ci invidia, ha una bella responsabilità sulle spalle, porta un bel fardello, un giogo, si direbbe...
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