Rinvenuta nel cremasco minorenne laziale scomparsa

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Ultimo aggiornamento: 15:09 | 16 MAG 25
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Una ragazza di 16 anni laziale alla fine di giugno si allontanava da casa, la stessa sera era in stazione centrale a Milano, attesa da un artigiano piastrellista 23enne cremasco conosciuto qualche mese prima tramite Facebook. La giovane a lui avrebbe chiesto l’ospitalità per “sfuggire” ai servizi sociali a cui era stata affidata dal Tribunale per minorenni di Roma. Proveniente da un ambiente familiare degradato, in passato affidata a diverse case famiglia, aveva avuto un bambino frutto di rapporto occasionale. La settimana precedente era stata disposta la sua collocazione in struttura protetta unitamente al figlio che in quei giorni compiva sei mesi. Temendo una sistemazione con maggiori controlli e restrizioni la sedicenne atta a tutelarne la crescita decideva quindi di rendersi irreperibile, approfittando dell’ospitalità del piastrellista, lasciando l’infante a casa della nonna del piccolo.
Per questa circostanza è da ritenere probabile l’assenso della madre della minore, pare ci fosse l’intesa di raggiungerla nel cremasco con il piccolo. La versione fornita dalla sedicenne ai carabinieri è stata confermata dal piastrellista. Il tribunale per i minorenni di Roma aveva già l’anno scorso, prima della nascita dell’infante, provveduto a privare i genitori naturali della sedicenne della patria potestà, nominando un tutore provvisorio, una donna avvocato specializzata.
In virtù delle informazioni fornite a questa centrale operativa dai carabinieri laziali la sedicenne è stata rintracciata, in buone condizioni psico-fisiche, la mattina nel corso della prima settimana cremasca presso l’abitazione del piastrellista. I carabinieri con la delega del Magistrato hanno ricostruito le frequentazioni della minore. Mentre in caserma giungeva la madre della sedicenne, con il piccolo nipotino, i carabinieri affidavano entrambi ad una associazione di volontariato autorizzata dal Tribunale per minorenni lombardo.
I fatti sono stati riferiti all’Autorità Giudiziaria competente a valutare i comportamenti e le eventuali responsabilità.