Corvetto, un quartiere che chiede dignità

25 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 13:55 | 20 MAG 25
Immagine di Corvetto, un quartiere che chiede dignità
​La dignità si sgretola come crosta e cade a pezzi dai muri delle case popolari in via dei Cinquecento al Corvetto. Gli intonaci si frantumano al contatto con le dita della mano, mentre l’incuria sbocconcella spigoli di balcone e i citofoni dormono il silenzio eterno dello sfasciume. I soffitti negli ingressi delle portinerie o delle scale si sfogliano come pelle sfiorita, tanto che è giunto il momento che qualcuno dovrebbe esporre avvisi di allerta: «Attenzione, voi che passate di qua: puntate il naso al cielo e fatevi il segno della croce». E non per osservare, come bambini curiosi, gli alberelli che crescono sui tetti delle case Aler, ma per proteggere la propria testa da lastre di calcinacci che, da un momento all’altro, potrebbero staccarsi da soffitti corrosi dall’acido più devastante che esiste: la negligenza. La trascuratezza e l’abbandono che trasformano ogni cosa in umiliazione, sfasciano il bene comune, ma soprattutto spalancano l’uscio a un destino di esclusione e di solitudine per gli uomini e le donne che in queste case ci abitano. Chi avendone il pieno diritto, ma pure chi quel diritto se lo è preso, sbagliando, con la prepotenza dell’occupazione abusiva.