Quattro potenziali predoni notturni fermati a Spino d'Adda

21 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 05:46 | 17 GIU 26
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Alle ore 23,30 del 21.05.2014 in Spino d'Adda al posto di controllo lungo la “Paullese” i carabinieri della radiomobile hanno fermato una Renault Scenic grigia con targa francese, con quattro persone, tutti già conosciuti per i reati loro attribuiti dalle forze dell’ordine. Alla guida il proprietario dell’auto, con documenti francesi, carta di circolazione e patente di guida intestata ad un sedicente lituano, poi rivelatosi per il moldavo 42enne meccanico, residente a Cormano Milano, già conosciuto con patente italiana revocata; i passeggeri: 49enne meccanico foggiano residente a San Carlo Canavese; 27enne muratore albanese residente a Torino; 39enne artigiano albanese residente a Moncalieri Torino. Attesa la pericolosità degli occupanti tutti già censurati, nutrendo il legittimo sospetto che fossero in zona per commettere altri reati, si dava luogo alla perquisizione sul veicolo che permetteva di rinvenire numerosi attrezzi da scasso: cesoia, grosso cacciavite, due ricetrasmittenti, guanti da lavoro, trapano, torcia e un dispositivo jammer, un disturbatore di frequenza per allarmi e qualsiasi dispositivo elettronico che evita la trasmissione dei segnali in uscita dai telefoni cellulari a base degli antifurti più comuni. Accompagnati presso il comando carabinieri di Crema è stata accertata l’esatta identità del lituano che in Francia aveva utilizzato il medesimo documento per intestarsi l’autovettura, divenuto quindi un veicolo clandestino, poiché non riconducibile all’utilizzatore in caso di accertamento, idoneo per gli utilizzatori a sottrarsi alle eventuali responsabilità dopo aver eventualmente commesso reati. Gli attrezzi da scasso ed documenti falsi sottoposti a sequestro, autovettura sottoposta a fermo presso autosoccorso autorizzato e in attesa di confisca ex art. 94 bis comma 2 c.d.s. per intestazione fittizia del veicolo. Al termine di specifici accertamenti i quattro sono stati denunciati alla procura della repubblica presso il tribunale di Cremona, tempestivamente informata, per: solo il primo guida con patente revocata, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, tutti per il possesso ingiustificato di attrezzi da scasso. I carabinieri della radiomobile di Crema ritengono che tenendo in caserma i quattro indagati per i necessari accertamenti hanno probabilmente sventato furti nel cremasco.