E se l’acqua potabile finisse?

5 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 15:02 | 16 MAG 25
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Da almeno quattro anni la politica si arrovella su quale sia il miglior modello di gestione del ciclo idrico, ma quasi nessuno ha sollevato il  problema  del progressivo venire meno della risorsa acqua anche in una zona tradizionalmente ricca come la Pianura Padana. Eppure, i campanelli d’allarme ci sono tutti, fatti risuonare a più riprese, ad esempio lo scorso marzo in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, dal presidente del Consorzio Irrigazioni Cremonesi Umberto Brocca. «Nell’alluvionale Pianura Padana  - si legge nell’ultimo numero di “Cose d’Acqua”, periodico del Consorzio che gestisce i principali canali d’irrigazione del cremonese - l’estrazione di acqua è stata gradualmente spinta sempre più in profondità, a causa di un altrettanto graduale deterioramento delle acque sotterranee più superficiali, a sua volta dovuto sia all’inquinamento in superficie, sia al moto di infiltrazione verso il basso, causato da questi stessi prelievi. Siamo di fronte  ad un caso emblematico di ‘cane che si morde la coda’. Piuttosto che aumentare il trattamento di igienizzazione dell’acqua...
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