Le società canottieri pensano ad una grande alleanza sul Po

22 APR 14
Ultimo aggiornamento: 17:0016 MAG 25
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Sono un patrimonio straordinario per l’intera collettività, un unicum con pochi termini di paragone nel resto del Paese. Eppure, anche per le canottieri, che martedì scorso hanno rinnovato i vertici della loro associazione di rappresentanza, è venuto il momento di riflettere per potersi garantire un futuro ancora radioso. Un futuro che potrebbe sintetizzarsi in una razionalizzazione dei servizi e delle spese e in un ampliamento del perimetro dell’alleanza ad altre canottieri presenti lungo l’asta del Po.
E’ Paolo Antonini, neo presidente di Assocanottieri (che raggruppa Eridanea, Amici del Po, Mac, Baldesio, Dopo Lavoro Ferroviario, Bissolati, Flora, Circolo della Vela, Ongina, Nino Bixio e Vittorino da Feltre), a spiegare il tipo di lavoro che le società si apprestano a realizzare partendo dall’indagine commissionata all’università Cattolica che ha fotografato la realtà di queste società. (Mondo Padano del 21 marzo).
«Martedì l’assemblea ha proceduto a rinnovare i vertici - spiega Antonini, che è anche il presidente della società ‘Amici del Po’ di Casalmaggiore -. Oltre a me sono stati nominati Alessio Picarelli, segretario, Sergio Montanari, vice presidente, mentre Alberto Superti ha mantenuto la delega sulle canottieri cremonesi».
Se l’indagine della Cattolica ha fotografato lo status quo, ora si tratta di capire in quale direzione muoversi. L’obiettivo, una volta compiuta questa riflessione interna, sarà...
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