Il Vescovo di Cremona: «Ai giovani un augurio speciale»

Il tema forte del messaggio pasquale del vescovo di Cremona monsignor Dante Lafranconi è stato quest’anno la riconciliazione con Dio e la comunità, declinato nelle varie articolazioni della vita e dell’attività umana con un’attenzione particolare all’attualità. Abbiamo chiesto al Vescovo di approfondire il discorso con noi.
Vescovo Dante, nel suo messaggio pasquale Lei parla della necessità di riconciliazione prima di tutto con Dio e poi con i fratelli. Lo scorso anno, invece, aveva posto l’accento sulla speranza, senza peraltro dimenticare i grandi mali che affliggono il nostro tempo: l’individualismo e l’aggressività. Ma aveva anche invitato a evitare il riflusso nel privato come difesa dalla crisi. Il messaggio, dunque, suggerisce un passo ulteriore.
Quest’anno ho voluto ribadire l’invito che, all’inizio della Quaresima, la liturgia aveva rivolto a ogni cristiano riprendendo un ammonimento di San Paolo ai membri della comunità di Corinto: «Vi supplico in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio». È un grido che la Chiesa continua a far risuonare in ogni momento, nella certezza che più l’uomo si allontana dal suo Creatore e più diventa estraneo a se stesso e agli altri. Non si possono combattere i mali del mondo, se ci si allontana dalla sorgente di bene, cioè da Dio stesso.
Lei sembra non fare sconti prima di tutto ai cristiani…
Esattamente, questo grido riguarda anzitutto noi uomini e donne di Chiesa, non sempre trasparenti nella nostra testimonianza di fede, spesso superficiali nella nostra adesione al Vangelo e così attaccati ai formalismi da impedire a tante persone, che lo desidererebbero sinceramente, di sperimentare la misericordia del Padre. Su questo punto papa Francesco è molto chiaro e deciso...
Quest’anno ho voluto ribadire l’invito che, all’inizio della Quaresima, la liturgia aveva rivolto a ogni cristiano riprendendo un ammonimento di San Paolo ai membri della comunità di Corinto: «Vi supplico in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio». È un grido che la Chiesa continua a far risuonare in ogni momento, nella certezza che più l’uomo si allontana dal suo Creatore e più diventa estraneo a se stesso e agli altri. Non si possono combattere i mali del mondo, se ci si allontana dalla sorgente di bene, cioè da Dio stesso.
Lei sembra non fare sconti prima di tutto ai cristiani…
Esattamente, questo grido riguarda anzitutto noi uomini e donne di Chiesa, non sempre trasparenti nella nostra testimonianza di fede, spesso superficiali nella nostra adesione al Vangelo e così attaccati ai formalismi da impedire a tante persone, che lo desidererebbero sinceramente, di sperimentare la misericordia del Padre. Su questo punto papa Francesco è molto chiaro e deciso...
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