Maurizio Martina: «Rilanceremo l’agricoltura»

La zootecnia sarà valorizzata e rilanciata, così come la ricerca che continuerà ad avere in Cremona un centro importante per la genetica. L’intero settore primario, poi, sarà protagonista assoluto all’Expo. E’ un’intervista a tutto campo quella rilasciata a «Mondo Padano» dal ministro dell’agricoltura Maurizio Martina, che per questo comparto vede grandi prospettive di sviluppo
Dal 2015, anche per l’agricoltura italiana inizierà un nuovo tipo di competizione con gli altri Paesi europei. Le organizzazioni agricole denunciano il paradosso di un’Italia che si sottoporrà ad una cura dimagrante, mentre Paesi come Olanda e Francia stanno compiendo poderosi investimenti.
Per la zootecnia abbiamo in mente un grande piano di rilancio, che sappia valorizzare e rivitalizzare un comparto fondamentale dell’agroalimentare. Siamo alle porte di un passaggio storico con la fine delle quote latte che va a coincidere con l’attuazione della nuova programmazione della Pac che ci porterà al 2020. Questa coincidenza non ci coglierà impreparati, deve essere vista, invece, come un’opportunità per ripartire su basi efficaci e concrete che aiutino i nostri allevatori a fare il loro mestiere al meglio. Ho detto chiaramente anche nel mio intervento in Parlamento, presentando le linee strategiche del Ministero, che sulla zootecnia intendiamo usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per fare un salto di qualità. Un dimagrimento necessario è quello burocratico, dobbiamo semplificare le procedure anche per gli allevatori che spesso hanno incombenze doppie o triple rispetto ai colleghi europei. Sulla vicenda dei nitrati, ad esempio, attraverso la Pac attueremo un piano proteine vegetali su larga scala, che consentirà di ridurre notevolmente l’impatto delle produzioni agricole più intensive, sostenendo gli agricoltori che avvicenderanno il mais alla soia. Per quanto riguarda il nostro peso in Europa posso garantire che faremo sentire la nostra voce in difesa dei nostri imprenditori.
E’ possibile razionalizzare le nostre strutture senza rischiare di smantellare eccellenze che stanno alla base della filiera zootecnica nazionale? La selezione genetica della razza frisona resterà a Cremona?
E’ possibile razionalizzare le nostre strutture senza rischiare di smantellare eccellenze che stanno alla base della filiera zootecnica nazionale? La selezione genetica della razza frisona resterà a Cremona?
Vogliamo rilanciare la ricerca, anche in campo zootecnico, studiando formule virtuose di finanziamento. È necessario...
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