Nodi ed aste d’acciaio

A Cremona c’è stato un momento che consideriamo esemplare nella storia moderna di questo aspetto del progetto industriale: è l’incontro di due personalità che, ognuna nel proprio settore, avevano fatto della propensione all’innovazione quasi una regola di vita, la caratteristica forte del risultato espressivo della loro ricerca personale: Renzo Piano e Giovanni Arvedi.
Renzo Piano, oggi acclamato come uno dei più importanti architetti del mondo (ultima sua opera in Italia lo stupendo MUSE di Trento), si formò negli Anni ’60 al Politecnico di Milano abbeverandosi alle teorie e alle opere di grandi progettisti come Franco Albini, Marco Zanuso, Louis Kahn e Makowskj, e da subito si dedicò allo sviluppo di strutture spaziali. Dal 1971 inizia la collaborazione con Richard Rogers, nella società Piano&Rogers, e dal 1977 con Peter Rice, con la Piano&Rice Associates. Proprio con questa struttura di progettazione nel 1980 si unì ad Arvedi per sviluppare un nuovo sistema costruttivo, l’Arvedi Space Frame System.
Fu un momento di particolare creatività anche per l’azienda cremonese: la tradizione nelle lavorazioni metallurgiche era più che consolidata, dagli inizi del ‘700 quando, originari della Val di Sole, gli Arvedi si trasferirono a Cremona per arrivare in quegli anni ai vertici del mercato internazionale grazie anche alla costante ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. L’unione con Piano segnò il passaggio verso le logiche più spinte del design, dall’innovazione di processo a un’apertura verso l’innovazione di prodotto, inteso come elemento caratterizzante della grande architettura internazionale di una trionfante modernità...
Renzo Piano, oggi acclamato come uno dei più importanti architetti del mondo (ultima sua opera in Italia lo stupendo MUSE di Trento), si formò negli Anni ’60 al Politecnico di Milano abbeverandosi alle teorie e alle opere di grandi progettisti come Franco Albini, Marco Zanuso, Louis Kahn e Makowskj, e da subito si dedicò allo sviluppo di strutture spaziali. Dal 1971 inizia la collaborazione con Richard Rogers, nella società Piano&Rogers, e dal 1977 con Peter Rice, con la Piano&Rice Associates. Proprio con questa struttura di progettazione nel 1980 si unì ad Arvedi per sviluppare un nuovo sistema costruttivo, l’Arvedi Space Frame System.
Fu un momento di particolare creatività anche per l’azienda cremonese: la tradizione nelle lavorazioni metallurgiche era più che consolidata, dagli inizi del ‘700 quando, originari della Val di Sole, gli Arvedi si trasferirono a Cremona per arrivare in quegli anni ai vertici del mercato internazionale grazie anche alla costante ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. L’unione con Piano segnò il passaggio verso le logiche più spinte del design, dall’innovazione di processo a un’apertura verso l’innovazione di prodotto, inteso come elemento caratterizzante della grande architettura internazionale di una trionfante modernità...
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