Il ministro Martina allo "Spallanzani" annuncia l'arrivo di 600 mila euro e garantisce: «Cambio di rotta sulla ricerca»

16 MAR 14
Ultimo aggiornamento: 16:5516 MAG 25
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Una tappa intermedia, ma estremamente concreta. il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in mattinata ha incontrato il presidente dell’Istituto “Spallanzani” Ettore Prandini, il direttore Cesare Bonacina e i dipendenti del centro di ricerca. Non una visita di cortesia, ma un segno tangibile dell’attenzione che il Governo sta ponendo sulle problematiche del centro di ricerca. Il taglio negli stanziamenti statali («con il ministero De Girolamo abbiamo toccato il punto più basso», ha rimarcato Prandini) hanno minato alla base il lavoro di un laboratorio che tutti considerano l’eccellenza del territorio in fatto di zootecnica, ma che si ritrova con i suoi dipendenti in cassa integrazione e con la tagliola dei diciannove esuberi non ancora superata. Martina ha annunciato che presto arriveranno 600 mila euro indispensabili per finanziare i progetti, frutto degli stanziamenti inseriti all’interno della Legge 30. «E’ il segnale del nostro impegno - ha commentato il Ministro -. Certo, sappiamo che non è sufficiente a superare il problema. Il Governo, però vuole fare la propria parte. Se sono qui è per chiudere la prima fase e aprirne una seconda finalizzata ad individuare canali di finanziamento virtuosi, capaci di garantire programmazione e futuro allo Spallanzani nel medio periodo». Un cambio di rotta per puntare su biodiversità e qualità alimentare, settori dove la ricerca ha margini di accesso a fondi europei. Sulle critiche avanzate nelle scorse ore dall’assessore regionale Gianni Fava («Il Ministro crea false speranze, senza nuovi progetti in molti perderanno il posto di lavoro»), Martina risponde in modo secco ma pacato: «Se sono qui è perché il Governo ha intenzione di risolvere il problema. Certo, lo farà in un ambito di riorganizzazione generale. Regione Lombardia ci dica invece cosa intende fare. Altrimenti quella di Fava resterà un’inutile polemica»
Martina si è soffermato a lungo con il direttore Bonacina, ma anche con i dipendenti che hanno manifestato le loro preoccupazioni al Ministro. A Rivolta d’Adda erano presenti anche la senatrice Cinzia Fontana, l’onorevole Franco Bordo, il consigliere regionale Agostino Alloni e il sindaco Fabio Calvi.