I commercianti contro la crisi

16 MAR 14
Ultimo aggiornamento: 14:55 | 16 MAG 25
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La piazza, bisogna ammetterlo, offre poco. Molte saracinesche del centro si sono abbassate ed altre si apprestano a farlo. Se non ci sono iniziative ad hoc che portino gente sul Listone è sempre più difficile riuscire a rendere il cuore della città un centro pulsante. Il malcontento serpeggia tangibile. Soprattutto tra chi, alla fine, ha dovuto arrendersi e decidere, magari dopo anni di onorata attività come nel caso del negozio di abbigliamento Kiwi, di chiudere.
Chi rimane in pista d’altro canto non può certo adagiarsi sugli allori. E spesso ci deve mettere un di più di fantasia e di impegno per riuscire a “sbarcare il lunario” e non farsi travolgere dalla contrazione dei consumi. «Da più di un anno - dice Franco Frassanito del Bar Centrale (piazza Garibaldi) - abbiamo tolto il giorno di chiusura. Abbiamo la fortuna di portare avanti una gestione famigliare: si lavora in base alle necessità senza bisogno di dover pagare straordinari a dipendenti. E in questo modo si va avanti. Certo serve qualche sacrifico, ma con quattro giorni di lavoro in più al mese (le mancate chiusure per turno) si riesce a far tornare i conti». Questo il punto forte della strategia del bar nel quale, però, si sta molto attenti anche ai prezzi: «Non abbiamo fatto ritocchi, il caffè costa ancora 1 euro e cerchiamo di essere sempre più attenti alle...
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