Città imbrattata dalle scritte dei vandali. Ma chi paga?

12 MAR 14
Ultimo aggiornamento: 16:54 | 16 MAG 25
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I Comuni sembrano sempre più in difficoltà nell’arginare il fenomeno delle scritte sui muri. Un minuto per scrivere, centinaia di euro da pagare per cancellare. Quando poi è possibile, perché ad esempio il monumento a Caudana, imbrattato di vernice 2 anni fa, è ormai irrecuperabile. Francesco Bordi, assessore alla sicurezza, allarga metaforicamente le braccia: «Siamo in contatto regolarmente con ditte che offrono la ripulitura dei muri. In realtà, detto chiaro e tondo, non abbiamo fondi disponibili. Qualcosa ci fa l’Aem, ma è una piccola parte di quello che andrebbe fatto e purtroppo, rifatto, a breve distanza. Quello che stiamo facendo e che mi dà qualche speranza, è l’aumento del numero delle telecamere. Grazie alle registrazioni, in passato, in alcuni casi siamo riusciti ad identificare i colpevoli e a far loro pagare la ripulitura». Non sarebbe il caso, però, di prevedere in bilancio un capitolo per qualcosa che riguarda da vicino il decoro della città? «Sarebbero comunque soldi pubblici - risponde Bordi – e sarebbe la solita storia: tutti pagano per il danno fatto da qualcuno. Molto meglio sarebbe avere elementi per individuare i responsabili».
Ma le telecamere possono essere davvero una soluzione contro i writers? Chi controlla le registrazioni di queste telecamere?
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