Nel recupero edilizio i più bravi siamo noi

E' dalla fine degli Anni ’70 che la cultura del recupero edilizio inizia a trovare una sua sistemazione disciplinare e normativa: è del 1978 la legge 457, in cui si cerca di definire nuovi parametri di intervento, riconoscendo di fatto l’affermarsi sempre più diffuso di una prassi professionale diversa. Questa branca del progetto è soprattutto europea e più specificamente è una ormai consolidata attitudine italiana, dovuta alla diversa considerazione del patrimonio immobiliare: la costruzione per noi è soprattutto un bene, che mantiene nel tempo, almeno in parte, il suo valore economico anche al cessare della funzione per cui era stato costruito.
Un progetto di recupero funzionale, ovvero di recupero all’uso, è quello, firmato dall’architetto Massimiliano Beltrami e dall’ingegnere Claudio Brambilla, per conto della Fondazione La Pace ONLUS, relativo ai fabbricati dell’ex casa di cura La Pace, a Cremona in via Massarotti; una riqualificazione non legata alla sempre più diffusa “architettura del degrado”, ma che comunque ha posto problemi tecnici, progettuali e metodologici del tutto diversi da quelli che usualmente si trattano nei centri storici e negli edifici di rilevanza storica. Il tema esigeva di...
Un progetto di recupero funzionale, ovvero di recupero all’uso, è quello, firmato dall’architetto Massimiliano Beltrami e dall’ingegnere Claudio Brambilla, per conto della Fondazione La Pace ONLUS, relativo ai fabbricati dell’ex casa di cura La Pace, a Cremona in via Massarotti; una riqualificazione non legata alla sempre più diffusa “architettura del degrado”, ma che comunque ha posto problemi tecnici, progettuali e metodologici del tutto diversi da quelli che usualmente si trattano nei centri storici e negli edifici di rilevanza storica. Il tema esigeva di...
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