Il grande sogno di Stauffer

l notaio Paolo Salvelli è il presidente della Fondazione Walter Stauffer, che proprio nei giorni scorsi ha ricordato con un concerto al teatro Ponchielli diretto dal maestro Salvatore Accardo, i quarant’anni della scomparsa, avvenuta a Berna il 26 febbraio 1974, del proprio fondatore, quell’industriale svizzero del formaggio innamorato di Cremona, a cui la nostra città deve gran parte della trasmissione del suo sapere musicale e liutario. L’anniversario è l’occasione per parlare di questa straordinaria figura di imprenditore con chi ne ha ereditato il testimone.
Dottor Salvelli lei ha conosciuto personalmente Walter Stauffer?
Sì, l’ho conosciuto perché era cliente del notaio Gambaro, presso il quale io facevo pratica quando avevo 26-27 anni: lo ricordo come una persona distinta e minuta, molto gentile perché, a differenza degli altri, si fermava a parlare con noi praticanti. Poi, quando è scomparso, con il notaio Gambaro ci siamo occupati dell’inventario dei beni, ed è stata un’impresa veramente avventurosa, alla ricerca di una misteriosa cassaforte che poi sono riuscito infine a trovare quando avevamo quasi perso la speranza.
Com’è nata l’idea di costituire la fondazione?
Stauffer non aveva figli nè eredi diretti e i suoi amici gli avevano prospettato la possibilità di lasciare il suo patrimonio ad una istituzione, in modo da avere una discendenza che operasse anche a fin di bene. Così Stauffer oggi è più conosciuto di quando era in vita. Per questo motivo è stata costituita la fondazione, e fu lo stesso Stauffer, per primo, a donare al Comune di Cremona...
Sì, l’ho conosciuto perché era cliente del notaio Gambaro, presso il quale io facevo pratica quando avevo 26-27 anni: lo ricordo come una persona distinta e minuta, molto gentile perché, a differenza degli altri, si fermava a parlare con noi praticanti. Poi, quando è scomparso, con il notaio Gambaro ci siamo occupati dell’inventario dei beni, ed è stata un’impresa veramente avventurosa, alla ricerca di una misteriosa cassaforte che poi sono riuscito infine a trovare quando avevamo quasi perso la speranza.
Com’è nata l’idea di costituire la fondazione?
Stauffer non aveva figli nè eredi diretti e i suoi amici gli avevano prospettato la possibilità di lasciare il suo patrimonio ad una istituzione, in modo da avere una discendenza che operasse anche a fin di bene. Così Stauffer oggi è più conosciuto di quando era in vita. Per questo motivo è stata costituita la fondazione, e fu lo stesso Stauffer, per primo, a donare al Comune di Cremona...
PUOI LEGGERE L'INTERVISTA INTEGRALE SU MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 6 MARZO OPPURE ABBONANDOTI A WWW.MONDOPADANO.IT