Tentata spaccata al centro commerciale: 5 arresti

Giovedì mattina, intorno alle 04,15, scatta l’allarme al “Trony” di Montichiari (BS); sono appena state segate le sbarre di una finestra posteriore del magazzino ed alcuni individui, con indosso passamontagna e guanti, si sono introdotti all’interno del centro commerciale, facendo scattare l’allarme. I Carabinieri della Compagnia CC di Desenzano accorrono sul posto, mettendo in fuga i criminali. Immediate le ricerche, coordinate dalle centrali operative dell’Arma di Brescia e Cremona, con l’ausilio delle locali Polizie Stradali lungo il tratto autostradale.
Dopo un breve inseguimento lungo la statale, i malviventi si gettano dal furgone ancora in corso, mezzo poi risultato essere stato rubato a Modena il mese scorso e si dileguano nelle campagne circostanti.
Nel frattempo vengono allertati anche i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cremona, i quali -in abiti civili e con auto civetta- iniziano a battere palmo a palmo tutta la zona. E’ una corsa contro il tempo, con il sorgere del sole e l’aumento del traffico diventerebbe impossibile individuarli. Verso le 06,00 vengono notati due individui sospetti fermi su una panchina, sono sporchi di fango e bagnati fradici –sono loro. I militari si appostano ed aspettano. Passano pochi minuti ed arrivano a folle velocità un’Audi A4 ed una VW Golf, sulle quali salgono velocissimi i due – sono i complici. Scatta un folle inseguimento, durante il quale, i delinquenti dapprima lanciano dai finestrini sulle auto dell’Arma dei grossi borsoni con l’intento di fargli perdere il controllo e poi tentato di buttarli fuori strada, speronandoli con manovre efferate.
Nel frattempo, i mezzi del Radiomobile dell’Arma e della Polstrada di Cremona si sono piazzati al casello di San Felice. “Arrivano, arrivano…” E’ un fragore di gomme e sirene, il cerchio si stringe, per i fuggitivi non c’è via di scampo, tentano un ultima strenua resistenza, ma vengono immobilizzati ed ammanettati. Portati in caserma e sottoposti ad accertamento AFIS, risulteranno avere numerosi alias ed altrettante pendenze con la giustizia, sono cinque cittadini moldavi: S. V., D. A., B. O., S. O., N. A., tutti tra i trenta ed i quaranta anni, domiciliati a Viadana, Carpi e Parma. Dall’organizzazione mostrata e la freddezza avuta, non è remota l’ipotesi che in passato abbiano già compiuto altri simili raid. I Carabinieri proseguono le indagini al riguardo.
Dopo un breve inseguimento lungo la statale, i malviventi si gettano dal furgone ancora in corso, mezzo poi risultato essere stato rubato a Modena il mese scorso e si dileguano nelle campagne circostanti.
Nel frattempo vengono allertati anche i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cremona, i quali -in abiti civili e con auto civetta- iniziano a battere palmo a palmo tutta la zona. E’ una corsa contro il tempo, con il sorgere del sole e l’aumento del traffico diventerebbe impossibile individuarli. Verso le 06,00 vengono notati due individui sospetti fermi su una panchina, sono sporchi di fango e bagnati fradici –sono loro. I militari si appostano ed aspettano. Passano pochi minuti ed arrivano a folle velocità un’Audi A4 ed una VW Golf, sulle quali salgono velocissimi i due – sono i complici. Scatta un folle inseguimento, durante il quale, i delinquenti dapprima lanciano dai finestrini sulle auto dell’Arma dei grossi borsoni con l’intento di fargli perdere il controllo e poi tentato di buttarli fuori strada, speronandoli con manovre efferate.
Nel frattempo, i mezzi del Radiomobile dell’Arma e della Polstrada di Cremona si sono piazzati al casello di San Felice. “Arrivano, arrivano…” E’ un fragore di gomme e sirene, il cerchio si stringe, per i fuggitivi non c’è via di scampo, tentano un ultima strenua resistenza, ma vengono immobilizzati ed ammanettati. Portati in caserma e sottoposti ad accertamento AFIS, risulteranno avere numerosi alias ed altrettante pendenze con la giustizia, sono cinque cittadini moldavi: S. V., D. A., B. O., S. O., N. A., tutti tra i trenta ed i quaranta anni, domiciliati a Viadana, Carpi e Parma. Dall’organizzazione mostrata e la freddezza avuta, non è remota l’ipotesi che in passato abbiano già compiuto altri simili raid. I Carabinieri proseguono le indagini al riguardo.
