Il piatto diventa peperino

Con quel carattere un po’ ‘peperino’, la cucina ha una marcia in più. Basta il tocco delle spezie per rendere un piatto più saporito, oltre che salutare. Perché erbe e aromi sono ricchi di vitamine e sali minerali, stimolano i processi digestivi e, grazie alle proprietà antinfiammatorie, limitano la proliferazione dei batteri e tonificano gli organi interi. Tanto da essere consigliati come preziosi sostituti del sale.
Partiamo da una distinzione fondamentale, quella tra spezie e aromi. Col termine spezie, infatti, si indicano sostanze aromatiche di origine vegetale (ad esempio, pepe, zenzero, chiodi di garofano, cannella, noce moscata), generalmente di provenienza esotica, usate per aromatizzare e insaporire cibi e bevande e, specialmente in passato, usate anche in medicina e in farmacia. Molte di queste sostanze, infatti, sono state impiegate nei secoli per altri usi, in particolare per la preservazione del cibo, in rituali religiosi e negli ambiti della cosmesi e della profumeria: la curcuma è gettonata nell’ayurveda, la liquirizia ha proprietà officinali e diverse altre spezie sono adottate per la pulizia degli ambienti domestici. Ad esempio l’olio essenziale di cannella, unito all’acqua, è ottimo per il lavaggio dei piatti e delle pentole o per i pavimenti, essendo un efficace antibatterico.
Mentre le spezie sono essiccate, gli aromi (o erbe aromatiche) vengono utilizzati freschi: tra questi, alloro, finocchio, maggiorana, origano, timo e molti altri. Il consiglio in cucina, per le erbe, è di aggiungerle a crudo negli ultimi momenti di cottura, perché gli oli essenziali contenuti evaporano con il calore del fuoco perdendo quindi le loro benefiche proprietà.
In epoca antica, l’uso delle spezie era...
Partiamo da una distinzione fondamentale, quella tra spezie e aromi. Col termine spezie, infatti, si indicano sostanze aromatiche di origine vegetale (ad esempio, pepe, zenzero, chiodi di garofano, cannella, noce moscata), generalmente di provenienza esotica, usate per aromatizzare e insaporire cibi e bevande e, specialmente in passato, usate anche in medicina e in farmacia. Molte di queste sostanze, infatti, sono state impiegate nei secoli per altri usi, in particolare per la preservazione del cibo, in rituali religiosi e negli ambiti della cosmesi e della profumeria: la curcuma è gettonata nell’ayurveda, la liquirizia ha proprietà officinali e diverse altre spezie sono adottate per la pulizia degli ambienti domestici. Ad esempio l’olio essenziale di cannella, unito all’acqua, è ottimo per il lavaggio dei piatti e delle pentole o per i pavimenti, essendo un efficace antibatterico.
Mentre le spezie sono essiccate, gli aromi (o erbe aromatiche) vengono utilizzati freschi: tra questi, alloro, finocchio, maggiorana, origano, timo e molti altri. Il consiglio in cucina, per le erbe, è di aggiungerle a crudo negli ultimi momenti di cottura, perché gli oli essenziali contenuti evaporano con il calore del fuoco perdendo quindi le loro benefiche proprietà.
In epoca antica, l’uso delle spezie era...
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