L’Ospedale va alla resa dei conti

Nessun esubero. Nessun muro contro muro. Alla vigilia dell’incontro che oggi, venerdì, opporrà i sindacati alla dirigenza dell’Ospedale Maggiore, il clima è disteso e punta alla costruzione di un dialogo. A partire dall’impegno dei rappresentanti dei lavoratori, a valutare ogni possibile proposta. Con la promessa, da parte dell’amministrazione, che nessun dipendente verrà lasciato a casa.
Il pomo della discordia è il congelamento del mezzo milione di euro che ottocento tra infermieri e ausiliari vantano nei confronti della struttura, in virtù di un totale di 30 mila ore di straordinari per le quali non hanno mai ricevuto compenso. Lavoro supplementare di cui l’ospedale si è avvalso per garantire agli utenti un servizio completo anche in tempi di assunzioni bloccate, spesso accettate di buon grado dal personale in vista di una retribuzione che, ad oggi, l’amministrazione non è però in grado di erogare appieno. Così, quelle 3 mila ore rischiano di trasformarsi da soluzione in dilemma.
«Non è un problema - dice il direttore generale, Luigi Ablondi - O meglio, è un problema modesto. Di facile soluzione. Chi parla di esuberi non ha chiara la situazione: sono quattro anni che non lasciamo a casa nessuno. Non lo faremo nemmeno quest’anno». L’intenzione della dirigenza è quella di...
Il pomo della discordia è il congelamento del mezzo milione di euro che ottocento tra infermieri e ausiliari vantano nei confronti della struttura, in virtù di un totale di 30 mila ore di straordinari per le quali non hanno mai ricevuto compenso. Lavoro supplementare di cui l’ospedale si è avvalso per garantire agli utenti un servizio completo anche in tempi di assunzioni bloccate, spesso accettate di buon grado dal personale in vista di una retribuzione che, ad oggi, l’amministrazione non è però in grado di erogare appieno. Così, quelle 3 mila ore rischiano di trasformarsi da soluzione in dilemma.
«Non è un problema - dice il direttore generale, Luigi Ablondi - O meglio, è un problema modesto. Di facile soluzione. Chi parla di esuberi non ha chiara la situazione: sono quattro anni che non lasciamo a casa nessuno. Non lo faremo nemmeno quest’anno». L’intenzione della dirigenza è quella di...
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