Don Achille Bonazzi: «Sogno il museo diocesano»

23 FEB 14
Ultimo aggiornamento: 14:50 | 16 MAG 25
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Monsignor Achille Bonazzi è dal 1997 il Responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Cremona, ma è anche Delegato regionale dei Beni Culturali, docente universitario, vicario nella parrocchia di San Michele Vetere, Canonico del Capitolo della Cattedrale. E’ stato indiscusso protagonista dell’ultraventennale restauro del Duomo di Cremona ed entusiasta sostenitore degli interventi di conservazione e valorizzazione dei beni artistici di questi anni. Una chiacchierata con lui è occasione per ripercorrere almeno vent’anni della storia artistica ecclesiastica cremonese.
Don Achille, in tutti questi anni lei ha sempre voluto rimarcare che non è uno storico dell’arte, ma un tecnico prestato all’arte.
Non ho certo la sensibilità che poteva avere monsignor Franco Voltini, ma la mia esperienza nell’Università mi ha portato ad essere più attento al punto di vista tecnico nel progettare i restauri, verificandoli attentamente e fornire il parere di congruità. Ho consapevolezza di non avere preparazione culturale nell’ambito storico-artistico, come ho invece nelle analisi chimiche.
Scienza e fede, dunque, in lei trovano una sintesi perfetta...
Quando il vescovo mi ha mandato a fare scienze all’Università nel 1970 ho dovuto “convertirmi”, costretto a rivedere le motivazioni del credere, e ho fatto la mia personale ricerca. In quegli anni i preti coinvolti nelle università statali si trovavano una volta all’anno a Loreto dove queste problematiche venivano affrontate molto serenamente. L’aggancio alla diocesi e alla parrocchia mi hanno poi aiutato a riequilibrare la nuova situazione. Io in realtà non sapevo di essere portato per la scienza, poi il primo esame di matematica è andato via velocemente ed al terzo anno avevo già finito, ma non l’ho detto al vescovo, e al quarto anno ho fatto una tesi sperimentale in biologia. Allora era vescovo Giuseppe Amari, che non ha voluto ricevere il rettore e il preside di facoltà venuti a chiedermi di restare in università. Ho potuto ricominciare con monsignor Fiorino Tagliaferri. Poi ho fatto medicina perchè desideravo andare missionario in Indonesia, paese musulmano dove si poteva entrare solo esercitando una professione.
Di fatto il restauro del Duomo di Cremona l’ha vista impegnata per venticinque anni della sua vita.
Per me ha rappresentato una grande...
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