Chromavis rinuncia a 118 interinali ma non ridimensiona L'ad Marini: «In 5 anni siamo sempre cresciuti»

La Chromavis Spa rinuncia a 118 interinali, ma non ridimensiona. Parola dell’amministratore delegato Michele Marini. La notizia del mancato rinnovo del contratto ai lavoratori a tempo determinato, in poche ore ha fatto il giro del Cremasco. Marini e il direttore finanziario Roberto Petrucci nel corso di una conferenza stampa hanno chiarito le ragioni dell’azienda che ha basi operative a Vaiano Cremasco, Chieve e Crema ed opera nel settore della cosmesi.
«Intanto - ha esordito Marini -, va sottolineato come dal 2009 ad oggi il fatturato di Chromavis Spa sia cresciuto dagli inziali 54,7 milioni di euro agli attuali 84,5 milioni. Questo ha consentito di portare il numero dei dipendenti da 364 a 476. Come se non bastasse, in cinque anno sono stati investiti 30 milioni di euro in sicurezza e innovazione tecnologica. Numeri che danno l’esatta fotografia dell’impegno del gruppo nel territorio». Chromavis Spa è nata nel 2008 dalla fusione di Gamma Croma e Clavis e dal luglio dello scorso anno è entrata a far parte del gruppo francese Fareva. Il mancato rinnovo dei 118 lavoratori interinali è stato giustificato con la tipologia del mercato cui si rivolge l’azienda, improntato alla massima flessibilità. «Un mercato - ha puntualizzato Marini -, che in buona parte poggia su nuovi lanci di prodotti che non danno garanzia di continuità. Questo determina dei picchi di produzione non ordinari, come avvenuto nel corso dell’ultimo semestre del 2013. Per far fronte alla situazione, in giugno avevamo assunto gli interinali con un contratto in scadenza in dicembre, poi prorogato alla fine di febbraio. Il ritorno alla normalità non ha permesso i rinnovi. Ma questa era cosa nota sin dal primo giorno. Anche negli anni scorsi si sono verificati fenomeni del genere. E non escludiamo che in futuro gli stessi lavoratori possano essere ricollocati». Ciò che l’amministratore delegato esclude è la perdita di commesse e clienti. «Anzi - ha rimarcato - il gruppo nel suo complesso dovrebbe veder crescere il fatturato del 5-10 percento. Ciò non toglie che vi sia la necessità di aprire nuovi mercati all’estero, ma sempre nell’ottica di una crescita combinata che avrà benefici anche nel territorio Cremasco».
«Intanto - ha esordito Marini -, va sottolineato come dal 2009 ad oggi il fatturato di Chromavis Spa sia cresciuto dagli inziali 54,7 milioni di euro agli attuali 84,5 milioni. Questo ha consentito di portare il numero dei dipendenti da 364 a 476. Come se non bastasse, in cinque anno sono stati investiti 30 milioni di euro in sicurezza e innovazione tecnologica. Numeri che danno l’esatta fotografia dell’impegno del gruppo nel territorio». Chromavis Spa è nata nel 2008 dalla fusione di Gamma Croma e Clavis e dal luglio dello scorso anno è entrata a far parte del gruppo francese Fareva. Il mancato rinnovo dei 118 lavoratori interinali è stato giustificato con la tipologia del mercato cui si rivolge l’azienda, improntato alla massima flessibilità. «Un mercato - ha puntualizzato Marini -, che in buona parte poggia su nuovi lanci di prodotti che non danno garanzia di continuità. Questo determina dei picchi di produzione non ordinari, come avvenuto nel corso dell’ultimo semestre del 2013. Per far fronte alla situazione, in giugno avevamo assunto gli interinali con un contratto in scadenza in dicembre, poi prorogato alla fine di febbraio. Il ritorno alla normalità non ha permesso i rinnovi. Ma questa era cosa nota sin dal primo giorno. Anche negli anni scorsi si sono verificati fenomeni del genere. E non escludiamo che in futuro gli stessi lavoratori possano essere ricollocati». Ciò che l’amministratore delegato esclude è la perdita di commesse e clienti. «Anzi - ha rimarcato - il gruppo nel suo complesso dovrebbe veder crescere il fatturato del 5-10 percento. Ciò non toglie che vi sia la necessità di aprire nuovi mercati all’estero, ma sempre nell’ottica di una crescita combinata che avrà benefici anche nel territorio Cremasco».