Quando il marchio è di fabbrica

18 FEB 14
Ultimo aggiornamento: 14:50 | 16 MAG 25
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Tra i 138 marchi pubblicati gran parte si affida a raffigurare santi protettori e simboli religiosi a invocare sulle intraprese una superiore protezione, ma per il nostro tema ne abbiamo scelti alcuni rappresentativi di qualche attualità dei contenuti delle rappresentazioni.
Siamo nel 1589 e a Giovanni Battista Stanga, iscritto nella Matricola dei Mercanti e poi nella Matricola dell’Arte del fustagno, viene concesso l’uso di un marchio che rappresenta la nostra torre maggiore, ‘il nobil torazo di Cremona’, oltre alle iniziali ‘GBS’: compare qui il principio di territorialità affermato attraverso la più riconoscibile emergenza architettonica del comune. Nello stesso anno a Domenico Albertoni, iscritto all’Università dei Mercanti, si registra il marchio con la stupenda effige di un rinoceronte e con la scritta ‘non redeo sine victoria’, oltre al consueto monogramma sormontato dalla croce. Questa simbologia probabilmente si riferisce all’avventurosità non solo economica dei traffici mercantili dell’epoca, il cui esito positivo richiedeva la robusta aggressività del rinoceronte.
Due anni dopo, nel 1591, a Gerolamo Dolara, iscritto nella Matricola dell’Arte del fustagno viene attribuito il marchio raffigurante il...
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