L’importanza dei classici

E' un Cyrano dall’estetica inconsueta: nessun naso esagerato, perché il suo male di vivere va ben oltre l’apparenza di un luogo comune. C’è ironia e sentimento, senso del grottesco e del tragico, sogno e riflessione. Cyrano anela alla luna, alla bellezza, è affascinante nel suo sentirsi ‘diverso’, solo ma non abbandonato, colpito da una Natura ingenerosa ma non per questo meno combattivo.
La sua figura - armonica eppure ossimorica - sarà portata in scena al teatro Bellini di Casalbuttano, sabato 22 febbraio alle 21 da Alessandro Preziosi (info e prenotazioni tel. 0374 364480, [email protected]). Volto noto a livello televisivo e cinematografico, l’attore napoletano firma anche la regia del “Cyrano sulla Luna”, l’opera del poeta francese Edmond Rostand ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del Seicento francese, precursore della letteratura fantascientifica.
A parte l’assenza del tipico naso, sarà una messa in scena fedelissima al testo originale, andato in scena per la prima volta a Parigi il 28 dicembre 1897: lo scontroso cadetto di Guascogna, abile spadaccino (anche con le parole) che fa danzare in giochi linguistici e in motti taglienti, non ha il coraggio di dichiarare il suo amore a Rossana (interpretata da Valentina Cenni) e, anzi, aiuterà Cristiano (il danese Benjamin Stender), il rivale impacciato, a conquistarla, sino a trovare la forza di confessare i suoi sentimenti a Rossana quando ormai sarà troppo tardi.
Fantasioso e surreale, certo, ma anche bizzarro e dissacrante, non senza qualche critica pungente alla società. Con quel graffio così tipico del Cyrano storico.
La sua figura - armonica eppure ossimorica - sarà portata in scena al teatro Bellini di Casalbuttano, sabato 22 febbraio alle 21 da Alessandro Preziosi (info e prenotazioni tel. 0374 364480, [email protected]). Volto noto a livello televisivo e cinematografico, l’attore napoletano firma anche la regia del “Cyrano sulla Luna”, l’opera del poeta francese Edmond Rostand ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del Seicento francese, precursore della letteratura fantascientifica.
A parte l’assenza del tipico naso, sarà una messa in scena fedelissima al testo originale, andato in scena per la prima volta a Parigi il 28 dicembre 1897: lo scontroso cadetto di Guascogna, abile spadaccino (anche con le parole) che fa danzare in giochi linguistici e in motti taglienti, non ha il coraggio di dichiarare il suo amore a Rossana (interpretata da Valentina Cenni) e, anzi, aiuterà Cristiano (il danese Benjamin Stender), il rivale impacciato, a conquistarla, sino a trovare la forza di confessare i suoi sentimenti a Rossana quando ormai sarà troppo tardi.
Fantasioso e surreale, certo, ma anche bizzarro e dissacrante, non senza qualche critica pungente alla società. Con quel graffio così tipico del Cyrano storico.
Come sarà il suo Cyrano? In che cosa si differenzia dalle rappresentazioni di altri?
Il “Cyrano sulla Luna” è un vero e proprio esperimento produttivo che nasce da...
Il “Cyrano sulla Luna” è un vero e proprio esperimento produttivo che nasce da...
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