Quando la radio libera la mente Dall'etere al web, l'esperienza di Crod'a

11 FEB 14
Ultimo aggiornamento: 16:49 | 16 MAG 25
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Oggi per fare radio bastano due pc, una connessione internet, una manciata d’idee e la voglia di metterci la voce. Radio Crod’a (Centro Ricreativo Ora D’Aria) nasce così, in un garage di Offanengo, prima utilizzato come sala prove da una band locale. La musica diventa un pretesto di aggregazione: dall’etere si passa alla rete, guadagnando consensi e collaboratori. L’emittente autonoma conta 24 trasmissioni in rotazione settimanale o bisettimanale, il doppio rispetto all’offerta standard; il tutto è gestito da una trentina di speaker tra i 20 e i quarant’anni, che si occupano di regìa e contenuti. «Fare radio è aver voglia di comunicare, sentirsi liberi di farlo», afferma Daniele Foini, una delle voci giovani. La sua esperienza inizia un anno e mezzo fa, a soli vent’anni, scambiando qualche parola con un amico già coinvolto nel progetto; una e-mail e un provino lo confermano come conduttore. «Il nostro scopo è diffondere musica diversa da quella in mainstream - afferma il ragazzo - Puntiamo su rock, rap, afro e musica indipendente, cercando di accontentare i gusti underground». Da un lato l’estrema libertà concessa dal mondo virtuale, dall’altro la difficoltà d’inserirsi in una rete vasta e già satura: «Fare radio su web è semplice, negli ultimi anni ne sono nate tantissime - spiega Daniele - Devi saperti distinguere, conquistare il tuo pubblico». I contatti online oscillano tra 30 e 500, ma in questo caso la qualità non deve rendere conto a sponsor e inserzionisti. Radio Crod’a è autogestita, sono i ragazzi a pagare diritti Siae e strumentazioni; per raccogliere fondi organizza dj-set in locali del Cremasco o festival dedicati alle band emergenti. «Cerchiamo di essere un trampolino di lancio, sperando che la rete e il passaparola facciano il resto» continua il giovane speaker - Quando qualcuno ottiene una chance sappiamo che, nel nostro piccolo, abbiamo fatto bene». Tutto si gioca sulla curiosità: «Connettersi è una scelta, sta a noi suggerire un buon motivo per cliccare play».  La soluzione è essere virali: ogni programma ha la propria pagina web moderata dai conduttori, che condividono foto e materiale su diversi social network. Il contatto con il pubblico avviene anche tramite la chat della home page, dove gli ascoltatori possono lasciare commenti o collegarsi via Skype. Divertirsi e divertire è fondamentale: «La radio è lo strumento di chi ha ancora qualcosa da dire - conclude Daniele – Ciò che ti avvicina al microfono non è la voglia di popolarità, ma la convinzione di avere un’idea da raccontare attraverso musica e parole».