Export, imprenditori all'attacco: Europa succube della Germania

Per un Paese come l’Italia che in questi anni di crisi è rimasto a galla solo grazie alle esportazioni, un euro a 1,36 sul dollaro (valore di ieri al termine della giornata di Borsa), rappresenta una forte penalizzazione per chi cerca di portare i propri prodotti al di fuori del Vecchio Continente. Se a questo si aggiungono i dazi sull’export, una diga eretta da molti Paesi, comprese le economie ruggenti dei Brics e l’arma della svalutazione della moneta ampiamente utilizzata da Stati Uniti, Giappone e la stessa Cina per sostenere le proprie imprese, ce n’è abbastanza per agitare parecchio le giornate dei nostri imprenditori. I quali, per di più, sono anche gravati da alcune palle al piede che il Paese si trascina da tempo: costo dell’energia, un carico fiscale sulle aziende che non ha eguali al mondo e una burocrazia asfissiante.
Nonostante questo, le imprese cremonesi continuano a...
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