Tante frecce all’arco

Un oggetto di cui si perdono le tracce nella storia: alcuni individuano la sua origine nell’arco della Ribeca, strumento molto piccolo, derivato dal rebab arabo, portato in Spagna dai Mori durante le loro invasioni. La forma che si legge nei documenti è del tutto simile a quella dell’arco usato dagli arcieri, con la differenza dei crini in luogo della corda tesa in nerbo di bue. La forma si è evoluta parallelamente a quella degli strumenti a cui si applicava; fino ai primi decenni del XVII secolo, l’arco rimase simile a quelli degli strumenti etnici: corto, con la curva verso l’esterno, dotato di un nasetto fisso e con i crini non inseriti in una “punta”, ma attaccati direttamente al termine della bacchetta, o fermati in una capsula d’avorio per avere più peso verso la parte terminale dell’arco. Col tempo prenderà il sopravvento un arco dotato di punta e accuratamente bilanciato, adatto alle esigenze dei musicisti. Nella sua lunga evoluzione la curva da convessa diviene leggermente concava, e si modificano i dettagli tecnici, seguendo le progressive innovazioni degli strumenti musicali. Nel periodo barocco i legni utilizzati erano soprattutto il...
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