Giornata del malato: martedì pomeriggio a Casalmaggiore la celebrazione diocesana con il Vescovo

Martedì 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, si celebrerà la XXII Giornata mondiale del malato, dal titolo «Fede e carità "...anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli"» (1 Gv 3,16). A livello diocesano la Giornata sarà caratterizzata dall’Eucaristica che il vescovo Dante Lafranconi presiederà nel pomeriggio a Casalmaggiore.
Alle 15.30, nel Duomo di S. Stefano, è prevista la recita del Rosario, cui seguirà, alle 16, l’Eucaristia presieduta dal Vescovo. Insieme a mons. Lafranconi celebreranno il responsabile diocesano per la Pastorale della salute, don Maurizio Lucini, l'arciprete di Casalmaggiore don Alberto Franzini, il cappellano della struttura sanitaria don Bruno Galetti e alcuni altri sacerdoti della zona pastorale. Alla celebrazione saranno presenti i volontari dell’Unitalsi di Cremona, guidati da Marinella Oneta, che assisteranno i malati. Un pullman partirà da piazza della Libertà a Cremona alle 13.50. Dopo la Messa il vescovo farà visita ai degenti della casa di riposo "Busi".
Il tema della Giornata
Il tema della XXII Giornata Mondiale del malato «Fede e carità - “...anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli”» sottolinea l’importanza di educare alla cultura del dono operatori pastorali e sanitari, persone ammalate e sofferenti, famiglie e tutta la comunità cristiana.
«Questa annuale Giornata – spiega don Maurizio Lucini, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute – rappresenta un’occasione importante per le nostre comunità, per rimettere al centro la questione della sofferenza e del nostro impegno a fianco delle persone ammalate». «È tempo opportuno – continua il sacerdote – in cui interrogarsi su quanto spazio occupi nei nostri progetti pastorali la formazione e l'azione pastorale presso i sofferenti e le loro famiglie. C’è molto dolore sommerso nelle case delle nostre comunità, talvolta tenuto nascosto dai familiari per un senso di pudore, altre volte invece isolato dagli altri per paura di invadere un’area privata. Sta di fatto che i malati, gli anziani non autosufficienti e i disabili con le loro famiglie vengono relegati sempre più in uno spazio di solitudine fatto di fatiche quotidiane, preoccupazioni per il futuro e problemi a non finire».
Alle 15.30, nel Duomo di S. Stefano, è prevista la recita del Rosario, cui seguirà, alle 16, l’Eucaristia presieduta dal Vescovo. Insieme a mons. Lafranconi celebreranno il responsabile diocesano per la Pastorale della salute, don Maurizio Lucini, l'arciprete di Casalmaggiore don Alberto Franzini, il cappellano della struttura sanitaria don Bruno Galetti e alcuni altri sacerdoti della zona pastorale. Alla celebrazione saranno presenti i volontari dell’Unitalsi di Cremona, guidati da Marinella Oneta, che assisteranno i malati. Un pullman partirà da piazza della Libertà a Cremona alle 13.50. Dopo la Messa il vescovo farà visita ai degenti della casa di riposo "Busi".
Il tema della Giornata
Il tema della XXII Giornata Mondiale del malato «Fede e carità - “...anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli”» sottolinea l’importanza di educare alla cultura del dono operatori pastorali e sanitari, persone ammalate e sofferenti, famiglie e tutta la comunità cristiana.
«Questa annuale Giornata – spiega don Maurizio Lucini, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute – rappresenta un’occasione importante per le nostre comunità, per rimettere al centro la questione della sofferenza e del nostro impegno a fianco delle persone ammalate». «È tempo opportuno – continua il sacerdote – in cui interrogarsi su quanto spazio occupi nei nostri progetti pastorali la formazione e l'azione pastorale presso i sofferenti e le loro famiglie. C’è molto dolore sommerso nelle case delle nostre comunità, talvolta tenuto nascosto dai familiari per un senso di pudore, altre volte invece isolato dagli altri per paura di invadere un’area privata. Sta di fatto che i malati, gli anziani non autosufficienti e i disabili con le loro famiglie vengono relegati sempre più in uno spazio di solitudine fatto di fatiche quotidiane, preoccupazioni per il futuro e problemi a non finire».