Sequestrato un centro di scommesse clandestino

Era stato aperto poco più di un anno e mezzo fa in una via periferica di Crema come un comune centro di elaborazione dati ma si è rivelato essere un centro-scommesse abusivo, con tanto di insegna pubblica in bella mostra e collegato con un bookmaker estero. Con questa accusa i militari della Guardia di Finanza della Tenenza di Crema ne hanno denunciato alla Procura della Repubblica il titolare, un ventiduenne di Brigano Gera D’adda, per violazione dell’art. 4 della legge 13/12/1989, n. 401..
Nel corso di un servizio di contrasto al gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine, giovedì 30 scorso i militari, accompagnanti da funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si sono presentati in Via Piacenza e hanno accertato che la ditta individuale titolare dei locali, oltre a non aver le autorizzazioni della Questura e dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, faceva capo al bookmaker austriaco “PLANET WIN365”, inserito nella lista dei siti di gioco non autorizzati sul territorio italiano.
Gli avventori potevano tentare la sorte scommettendo su svariate competizioni sportive, anche virtuali, dal calcio alle corse di cavalli, grazie alle diverse postazioni che il titolare dell'esercizio aveva allestito con due computers, otto monitors per la visualizzazione delle quotazioni e stampante per la produzione delle ricevute da gioco, tutti strumenti ora sottoposti a sequestro.
La raccolta di scommesse, riferite a qualunque evento e anche se svolte all’estero, è assoggettata al pagamento dell’imposta unica da parte del concessionario, imposta che viene calcolata sull’importo della scommessa con un’aliquota stabilita in base al tipo di scommessa effettuata. In altre parole, la raccolta abusiva è una forma di evasione fiscale, sia dell’imposta unica che si applica per il solo fatto di effettuare una scommessa, sia della mancata dichiarazione da parte del concessionario del reddito percepito in conseguenza della raccolta delle scommesse.
È per questo che la Guardia di Finanza, organo di polizia economico-finanziaria, si concentrerà ora sui profitti realizzati dall’attività abusiva.
Nel corso di un servizio di contrasto al gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine, giovedì 30 scorso i militari, accompagnanti da funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si sono presentati in Via Piacenza e hanno accertato che la ditta individuale titolare dei locali, oltre a non aver le autorizzazioni della Questura e dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, faceva capo al bookmaker austriaco “PLANET WIN365”, inserito nella lista dei siti di gioco non autorizzati sul territorio italiano.
Gli avventori potevano tentare la sorte scommettendo su svariate competizioni sportive, anche virtuali, dal calcio alle corse di cavalli, grazie alle diverse postazioni che il titolare dell'esercizio aveva allestito con due computers, otto monitors per la visualizzazione delle quotazioni e stampante per la produzione delle ricevute da gioco, tutti strumenti ora sottoposti a sequestro.
La raccolta di scommesse, riferite a qualunque evento e anche se svolte all’estero, è assoggettata al pagamento dell’imposta unica da parte del concessionario, imposta che viene calcolata sull’importo della scommessa con un’aliquota stabilita in base al tipo di scommessa effettuata. In altre parole, la raccolta abusiva è una forma di evasione fiscale, sia dell’imposta unica che si applica per il solo fatto di effettuare una scommessa, sia della mancata dichiarazione da parte del concessionario del reddito percepito in conseguenza della raccolta delle scommesse.
È per questo che la Guardia di Finanza, organo di polizia economico-finanziaria, si concentrerà ora sui profitti realizzati dall’attività abusiva.