Bonomelli, vescovo al bivio

Quando venne informato della sua nomina a vescovo la sera del 5 ottobre 1871, il prevosto di Lovere, il quarantenne Geremia Bonomelli, probabilmente non prevedeva le difficoltà che lo avrebbero atteso all’ombra del Torrazzo. Nei cinque anni trascorsi nella parrocchia in territorio bergamasco, ma della Diocesi bresciana, si era dedicato particolarmente all’educazione dei giovani, senza disdegnare la predicazione. In una lettera inviata all’arciprete di Calcio qualche giorno dopo, però, esternava i suoi timori.
Forse la grande folla che assistette alla sua ordinazione nel duomo di Brescia il 26 novembre da parte del vescovo Gerolamo Verzeri, allontanò per un attimo le preoccupazioni, ma quando, dopo l’ingresso solenne nella sua nuova Cattedrale nella festa dell’Immacolata Concezione, in mancanza dell’Exequatur governativo, gli fu proibito di entrare nel palazzo vescovile e dovette...
Forse la grande folla che assistette alla sua ordinazione nel duomo di Brescia il 26 novembre da parte del vescovo Gerolamo Verzeri, allontanò per un attimo le preoccupazioni, ma quando, dopo l’ingresso solenne nella sua nuova Cattedrale nella festa dell’Immacolata Concezione, in mancanza dell’Exequatur governativo, gli fu proibito di entrare nel palazzo vescovile e dovette...
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