Anafi e Lgs, schiarita in vista Si tratta per evitare la chiusura

Potrebbe esserci una svolta nella difficile vertenza sulla situazione occupazionale del Laboratorio di Genetica e Servizi, del Cra di Porcellasco e del laboratorio Anafi di Cremona, cui si aggiunge lo Spallanzani di Rivolta d’Adda. Un accordo è stato raggiunto per l’Anafi, dove si era prevista una cassa integrazione a 0 ore per la metà dei 30 dipendenti, cui vanno aggiunti i tre dirigenti.
L’accordo prevede la cassa integrazione al 50 per cento per due mesi per 25 dipendenti e il mantenimento dell’attuale prestazione lavorativa per altri cinque. Per l’Lgs, 13 dipendenti, si potrebbe raggiungere un accordo sulla possibilità di effettuare un periodo di tre mesi di cassa integrazione a 0 ore per sei dipendenti, valutando nel frattempo le possibilità per un eventuale pensionamento di altre tre unità attraverso le quote rosa. In buona sostanza si stanno verificando le possibilità reali per mantenere la presenza delle strutture sul territorio, garantendone il funzionamento
Nel frattempo, dopo la presa di posizione del parroco della chiesa di Santa Maria Nascente della frazione Migliaro don Gian Pietro Rossetti, che domenica prossima celebrerà una messa per questi lavoratori, si muove anche la politica. Il consigliere provinciale di Lista Civica Giuseppe Torchio ha presentato un documento in cui si “esprime convinta solidarietà ai tecnici ed ai lavoratori interessati da fenomeni inusuali quali la messa in Cassa integrazione guadagni, che va a colpire tra le 80 e le 100 unità lavorative poste negli Istituti ‘Lazzaro Spallanzani’ di Rivolta d’Adda, Lgs, Anafi, Cra Porcellasco, realtà per la cui realizzazione mondo agricolo e territorio hanno messo a disposizione cospicui investimenti e, in alcuni casi, la stessa dotazione delle strutture quali cascine e campi sperimentali per le coltivazioni anche in considerazione dell’ampliamento dei capi allevati e della stessa crescita degli standard e dei controlli della filiera produzione-trasformazione”.
L’accordo prevede la cassa integrazione al 50 per cento per due mesi per 25 dipendenti e il mantenimento dell’attuale prestazione lavorativa per altri cinque. Per l’Lgs, 13 dipendenti, si potrebbe raggiungere un accordo sulla possibilità di effettuare un periodo di tre mesi di cassa integrazione a 0 ore per sei dipendenti, valutando nel frattempo le possibilità per un eventuale pensionamento di altre tre unità attraverso le quote rosa. In buona sostanza si stanno verificando le possibilità reali per mantenere la presenza delle strutture sul territorio, garantendone il funzionamento
Nel frattempo, dopo la presa di posizione del parroco della chiesa di Santa Maria Nascente della frazione Migliaro don Gian Pietro Rossetti, che domenica prossima celebrerà una messa per questi lavoratori, si muove anche la politica. Il consigliere provinciale di Lista Civica Giuseppe Torchio ha presentato un documento in cui si “esprime convinta solidarietà ai tecnici ed ai lavoratori interessati da fenomeni inusuali quali la messa in Cassa integrazione guadagni, che va a colpire tra le 80 e le 100 unità lavorative poste negli Istituti ‘Lazzaro Spallanzani’ di Rivolta d’Adda, Lgs, Anafi, Cra Porcellasco, realtà per la cui realizzazione mondo agricolo e territorio hanno messo a disposizione cospicui investimenti e, in alcuni casi, la stessa dotazione delle strutture quali cascine e campi sperimentali per le coltivazioni anche in considerazione dell’ampliamento dei capi allevati e della stessa crescita degli standard e dei controlli della filiera produzione-trasformazione”.
IL PRIMO E' STATO IL DON
Il primo a muoversi è stato il parroco della chiesa di Santa Maria Nascente al Migliaro don Gian Pietro Rossetti, che si è reso conto della situazione in occasione della tradizionale visita nella festività di Sant’Antonio Abate, il patrono degli animali. Ha preso carta e penna e manifestato la sua solidarietà all’Associazione Provinciale Allevatori, al suo laboratorio e all’Associazione Frisona Italiana, invitando tutti alla messa domenicale del 2 febbraio nella sua piccola chiesa. Alla sua presa di posizione è seguita quella del consigliere provinciale di Lista Civica Giuseppe Torchio che posto il problema all’attenzione della Giunta provinciale. Ora si muovono i sindacati.
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SUL NUMERO DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 6 FEBBRAIO
Il primo a muoversi è stato il parroco della chiesa di Santa Maria Nascente al Migliaro don Gian Pietro Rossetti, che si è reso conto della situazione in occasione della tradizionale visita nella festività di Sant’Antonio Abate, il patrono degli animali. Ha preso carta e penna e manifestato la sua solidarietà all’Associazione Provinciale Allevatori, al suo laboratorio e all’Associazione Frisona Italiana, invitando tutti alla messa domenicale del 2 febbraio nella sua piccola chiesa. Alla sua presa di posizione è seguita quella del consigliere provinciale di Lista Civica Giuseppe Torchio che posto il problema all’attenzione della Giunta provinciale. Ora si muovono i sindacati.
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