Caso Sidagni, la speranza in un trattato bilaterale Lo rivela Sette del Corriere

«E ora il Governo proceda tempestivamente a depositare alla Camera e al Senato il proprio disegno di legge».
A chiederlo con atto formale al ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, è la senatrice del Partito Democratico Cinzia Fontana, che nelle scorse ore ha protocollato un’interrogazione, rivolta anche alla Guardasigilli Annamaria Cancellieri.
Il disegno di legge a cui si riferisce Fontana riguarda la ratifica del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra la Repubblica Italiana e la Repubblica del Kazakistan.
Un provvedimento che, una volta adottato, potrebbe avere ripercussioni positive anche sulle sorti di Flavio Sidagni, il top manager cremasco arrestato e condannato fra l’aprile e il settembre del 2010 dalle autorità kazake.
I riflettori attorno al “caso Sidagni” si sono riaccesi dopo moltissimi mesi di silenzio, attraverso un articolato servizio pubblicato da Sette, il settimanale del Corriere della Sera. E’ su quelle colonne che si dà risalto proprio alla firma del Trattato, siglato lo scorso 8 novembre ad Astana, la capitale della Repubblica che si affaccia sul mar Caspio, dai diplomatici dei due Paesi.
Il contenuto dell’atto bilaterale prevede che, una volta ratificato dai diversi rami del parlamento kazako e italiano, la persona condannata possa richiedere attraverso il proprio legale, il trasferimento in un penitenziario del Paese d’origine, dove terminerà di scontare la pena.
Nell’interrogazione presentata al ministro Bonino, la senatrice di Vailate chiede anche di poter conoscere quali iniziative siano state attivate dalla Farnesina per “garantire la verifica periodica delle condizioni psicofisiche di Sidagni, oltre che la puntuale informazione ai familiari sulla sua situazione medico-sanitaria”.
Un interrogativo posto anche alla luce delle rivelazioni del settimanale Sette sul regime di detenzione cui sarebbe sottoposto il manager della Eni.
«Il senso di questa iniziativa - spiega Fontana - è presto detto: sollecitare i membri della Commissione Affari Esteri nell’accelerare l’iter che dovrà portare il disegno di legge in Aula il più velocemente possibile». Anche se la senatrice del Partito Democratico sa che sui tempi non ci si può illudere.
«Al momento - spiega - nessuno può fare alcun tipo di previsione. Ma con un atto bilaterale fra le mani, fare pressioni sul Governo e monitorarne l’attività a questo punto diventa essenziale».
A chiederlo con atto formale al ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, è la senatrice del Partito Democratico Cinzia Fontana, che nelle scorse ore ha protocollato un’interrogazione, rivolta anche alla Guardasigilli Annamaria Cancellieri.
Il disegno di legge a cui si riferisce Fontana riguarda la ratifica del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra la Repubblica Italiana e la Repubblica del Kazakistan.
Un provvedimento che, una volta adottato, potrebbe avere ripercussioni positive anche sulle sorti di Flavio Sidagni, il top manager cremasco arrestato e condannato fra l’aprile e il settembre del 2010 dalle autorità kazake.
I riflettori attorno al “caso Sidagni” si sono riaccesi dopo moltissimi mesi di silenzio, attraverso un articolato servizio pubblicato da Sette, il settimanale del Corriere della Sera. E’ su quelle colonne che si dà risalto proprio alla firma del Trattato, siglato lo scorso 8 novembre ad Astana, la capitale della Repubblica che si affaccia sul mar Caspio, dai diplomatici dei due Paesi.
Il contenuto dell’atto bilaterale prevede che, una volta ratificato dai diversi rami del parlamento kazako e italiano, la persona condannata possa richiedere attraverso il proprio legale, il trasferimento in un penitenziario del Paese d’origine, dove terminerà di scontare la pena.
Nell’interrogazione presentata al ministro Bonino, la senatrice di Vailate chiede anche di poter conoscere quali iniziative siano state attivate dalla Farnesina per “garantire la verifica periodica delle condizioni psicofisiche di Sidagni, oltre che la puntuale informazione ai familiari sulla sua situazione medico-sanitaria”.
Un interrogativo posto anche alla luce delle rivelazioni del settimanale Sette sul regime di detenzione cui sarebbe sottoposto il manager della Eni.
«Il senso di questa iniziativa - spiega Fontana - è presto detto: sollecitare i membri della Commissione Affari Esteri nell’accelerare l’iter che dovrà portare il disegno di legge in Aula il più velocemente possibile». Anche se la senatrice del Partito Democratico sa che sui tempi non ci si può illudere.
«Al momento - spiega - nessuno può fare alcun tipo di previsione. Ma con un atto bilaterale fra le mani, fare pressioni sul Governo e monitorarne l’attività a questo punto diventa essenziale».
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