Cara antenna, ma quanto mi rendi?

22 GEN 14
Ultimo aggiornamento: 14:46 | 16 MAG 25
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Paese che vai, antenna che trovi. Se una quindicina di anni fa quando iniziavano a vedersi i primi ripetitori di telefonia mobile moltiplicarsi anche sul territorio Casalasco quasi si gridava “al lupo al lupo”, oggi la presenza sul proprio Comune di qualche operatore, talvolta è quasi auspicata. Non solo per favorire una comunicazione migliore tra cittadini ma anche per portare a casa qualche soldo in più per le casse comunali. Perché più antenne si hanno, più possibilità ci sono di introitare risorse. Nel rispetto della norma, naturalmente. Che, dopo il decreto Gasparri (inizio anni Duemila) è diventata più permissiva. Liberalizzando il mercato, di fatto, il legislatore ha in gran parte “esonerato” le amministrazioni comunali dal prendere decisioni. Di fronte alla richiesta di un operatore che ha avuto il benestare dell’Arpa di insediarsi su un territorio, il Comune non può opporsi.
Anche gli strumenti di pianificazione territoriale, i cosiddetti Pgt (piani di governo del territorio), possono identificare zone preferibili ad altre per l’installazione di antenne, ma non si tratta di indicazioni tassative.
«Qualche anno fa - spiega Pietro Lipreri dell’ufficio tecnico del Comune di Casalmaggiore...
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