De Castro: «La nuova Pac sarà più equa e premierà gli agricoltori professionali»

«La nuova Pac sarà più equa nella distribuzione delle risorse, più flessibile nella sua applicazione e più giovane con aiuti dedicati». Così il presidente della Commissione Agricoltura Paolo De Castro, intervenuto ieri pomeriggio a Cremona ad un convegno organizzato dalla Libera Associazione Agricoltori per fare il punto sulla nuova Politica Agricola Comunitaria (la cosiddetta Pac), che entrerà in vigore all'inizio del prossimo anno. In una sala Stradivari gremita di imprenditori agricoli, De Castro ha spiegato che gli Stati membri dovranno decidere i criteri di distribuzione delle risorse relative ai pagamenti diretti entro luglio. Come a dire che, insomma, il tempo stringe. Fra le considerazioni espresse dal presidente della Commissione Agricoltura anche quella relativa alla black list resa obbligatoria dal Parlamento europeo «che ridurrà i beneficiari della Pac, premiando gli agricoltori professionali». De Castro ha anche aggiunto che la nuova Politica Agricola Comunitaria «sosterrà con forza le organizzazioni di produttori per far sì che la nostra qualità possa tradursi in reddito». Domani, giovedì 23 gennaio, De Castro parteciperà a Milano al convegno "Innovazione nell'agroalimentare: ricerca e imprese verso expo 2015".
LA NUOVA PAC
Regioni e Ministero delle Politiche agricole hanno trovato l'intesa sull'applicazione della nuova Pac e la ripartizione territoriale delle risorse. Alla Regione Lombardia andranno, per il periodo 2014-2020, oltre 1,1 miliardi di euro, più di 131 milioni di euro rispetto ai sette anni
precedenti. "Sono abbastanza soddisfatto per la ripartizione delle risorse, nettamente migliorata rispetto ad una ipotesi iniziale che avrebbe penalizzato eccessivamente la Lombardia, prima regione agricola italiana - commenta l'assessore all'Agricoltura, Gianni Fava -. Avremmo potuto senza dubbio chiedere di più per le imprese agricole lombarde e sono convinto che una visione più lungimirante del comparto avrebbe assegnato alla Lombardia maggiori risorse. Alla fine, però, era importante chiudere in tempi rapidi, in modo da garantire agli agricoltori tempi celeri
per la stesura del nuovo Programma di sviluppo rurale".
precedenti. "Sono abbastanza soddisfatto per la ripartizione delle risorse, nettamente migliorata rispetto ad una ipotesi iniziale che avrebbe penalizzato eccessivamente la Lombardia, prima regione agricola italiana - commenta l'assessore all'Agricoltura, Gianni Fava -. Avremmo potuto senza dubbio chiedere di più per le imprese agricole lombarde e sono convinto che una visione più lungimirante del comparto avrebbe assegnato alla Lombardia maggiori risorse. Alla fine, però, era importante chiudere in tempi rapidi, in modo da garantire agli agricoltori tempi celeri
per la stesura del nuovo Programma di sviluppo rurale".
500 MILIONI DALL'EUROPA - Complessivamente, alla Lombardia andranno per i prossimi sette anni 500 milioni dai fondi europei, 461 da risorse statali, mentre 197 saranno stanziati a bilancio regionale. Quattro saranno i Piani nazionali di Sviluppo rurale, costituiti dai seguenti segmenti: assicurazioni, irrigazione, rete rurale e zootecni. "In particolare - precisa Fava - il Ministero delle Politiche agricole ha accolto la richiesta delle Regioni relativo al fatto che il piano dedicato alla zootecnia vada a finanziare anche il sistema delle associazioni allevatori".
RISULTATO POSITIVO PER NOSTRI AGRICOLTORI - "Ringrazio i colleghi assessori - prosegue Fava - che hanno approvato all'unanimità la proposta della Lombardia di escludere dal calcolo delle spese che concorrono al patto di stabilità interno, la quota di cofinanziamento regionale per lo sviluppo rurale". Relativamente ai pagamenti diretti agli agricoltori, previsti dal Primo pilastro della Pac, la Conferenza Stato-Regioni ha deliberato di assumere come ambito per la convergenza interna quello nazionale, in modo di assicurare maggiore uniformità. Eventuali riduzioni a carico di determinati comparti produttivi saranno compensati attraverso i pagamenti accoppiati, fermo restando che le variazioni dovranno restare entro un range predeterminato. "Alla Lombardia si chiedono sacrifici superiori ad altre Regioni - osserva l'assessore Fava - ma non possiamo non riconoscere che in uno scenario così complesso come quello attuale, l'accordo chiuso a Roma possa essere definito un risultato positivo per gli agricoltori lombardi".
LE RISORSE 2014-2020 PER LA LOMBARDIA - Spesa pubblica totale:1.157.565.000 euro (di cui 500 milioni dai fondi europei, 461 da risorse statali, 197 dal bilancio regionale). Incremento spesa pubblica su periodo 2007-2013:+131.537.696 euro.