Cinque arresti per furto di rame e ferro nel Casalasco

Cinque arresti per furto di rame e materiale ferroso. E’ stata una giornata particolarmente intensa quella di venerdì scorso, 17 gennaio, per i carabinieri di Casalmaggiore e Rivarolo del Re.
Il primo episodio ha visto protagonisti due noti pregiudicati residenti a Casalmaggiore ma di origini siciliane, che senza alcuna autorizzazione, hanno asportato materiale ferroso dalla discarica di Spineda per poi cederlo ad un acquirente per la somma di circa 100 euro. I due, però, non sono di certo passati inosservati. I custodi della discarica hanno segnalato l’accaduto all’Arma nella prima mattinata dando anche indicazioni piuttosto precise sul mezzo utilizzato per asportare il ferro. Dopo un paio d’ore di ricerche i due responsabili sono stati bloccati in territorio di Casalmaggiore. Una volta portati in caserma hanno confermato gli addebiti: uno dei due è stato arrestato in flagranza di reato, l’altro denunciato. Giudicati per direttissima nella giornata di sabato il giudice ha convalidato l’arresto per il responsabile trovato in flagranza e disposto la messa in libertà del complice.
Il primo episodio ha visto protagonisti due noti pregiudicati residenti a Casalmaggiore ma di origini siciliane, che senza alcuna autorizzazione, hanno asportato materiale ferroso dalla discarica di Spineda per poi cederlo ad un acquirente per la somma di circa 100 euro. I due, però, non sono di certo passati inosservati. I custodi della discarica hanno segnalato l’accaduto all’Arma nella prima mattinata dando anche indicazioni piuttosto precise sul mezzo utilizzato per asportare il ferro. Dopo un paio d’ore di ricerche i due responsabili sono stati bloccati in territorio di Casalmaggiore. Una volta portati in caserma hanno confermato gli addebiti: uno dei due è stato arrestato in flagranza di reato, l’altro denunciato. Giudicati per direttissima nella giornata di sabato il giudice ha convalidato l’arresto per il responsabile trovato in flagranza e disposto la messa in libertà del complice.
Sempre venerdì i carabinieri di Casalmaggiore, unitamente a quelli di Verolanuova (Bs), hanno tratto in arresto, in concorso ed in flagranza di reato, 4 cittadini rumeni responsabili di aver trafugato circa 20 quintali di cavi di rame prelevati presso la ditta Brandt Italia spa di Verolanuova. I predetti, H. B cl. ’74, B.E. cl. ’80, P.G. cl. 70 e C.G. cl. ’78, tutti residenti nel bresciano e noti alle forze dell’ordine per piccoli precedenti, sono stati intercettati e bloccati dai Carabinieri di Casalmaggiore e Verolanuova, coadiuvati anche da quelli di San Daniele Po e Scandolara, proprio all’atto della cessione della refurtiva ad un imprenditore italiano, B.L. cl. ’57 di Verolanuova (contestualmente denunciato per ricettazione). Oltre alla merce poco prima trafugata dalla banda di rumeni, è stato possibile rinvenire presso il capannone dell’imprenditore italiano ulteriori 5 tonnellate di rame di dubbia provenienza e quindi posto sotto sequestro. Nell’occasione venivano altresì sequestrati circa 8.000 euro in contanti trovati in possesso ai rumeni e ritenuti il compenso per l’illecita cessione, ed altri 26.000 euro in contanti, nella disponibilità del ricettatore, anch’essi considerati provento di illecita attività. «L’operazione – fa sapere il comandante della compagnia dei Carabinieri di Casalmaggiore, Cristiano Spadano - nasce dall’esigenza di arginare il diffuso fenomeno dei furti di rame tra le due province, e da alcuni spunti investigativi che hanno portato a ritenere il gruppo arrestato responsabile di svariate razzie sia nel nostro territorio che nel bresciano. Ritenendo la citata Brandt Italia, uno degli obiettivi più appetibili, sono stati pianificati specifici servizi di osservazione che sono poi culminati nell’individuazione e arresto del sodalizio criminale e nella denuncia del ricettatore».
Nel corso del successivo giudizio in direttissima, presso il tribunale di Brescia, sono stati convalidati gli arresti, prevedendo per i quattro rumeni la misura cautelare degli obblighi di dimora.
Nel corso del successivo giudizio in direttissima, presso il tribunale di Brescia, sono stati convalidati gli arresti, prevedendo per i quattro rumeni la misura cautelare degli obblighi di dimora.