Picchia la madre per soldi da spendere alle slot

E' sottoposto al divieto di avvicinarsi alla madre l'uomo, classe 1973, che lo scorso 10 gennaio è stato arrestato dalla squadra mobile di Cremona per maltrattamento in famiglia.
I fatti dei giorni scorsi sono l'epilogo di due denunce sporte dalla madre. «A seguito della perdita del posto di lavoro – spiega il comandante della squadra mobile, Nicola Lelario – l'uomo aveva iniziato a giocare alle slot. Chiedeva alla madre soldi da spendere in locali e bar». La prima denuncia per vessazioni e violenza è arrivata al 113 a novembre, poi la seconda pochi giorni prima dell'arresto. Il soggetto ancora una volta aveva aggredito la madre con l'obiettivo di avere soldi. Nel caso specifico le aveva sottratto una collana, rivenduta da lì a poco per trarne profitto: 200 euro da spendere, ancora una volta, in macchinette. Non è da escludere, come sottolineato da Lelario, che l'uomo fosse entrato nella spirale della ludopatia.
Sta di fatto che il giorno 10 squadra mobile e volante hanno ravvisato gli estremi per procedere all'arresto. «La nuova normativa sul femminicidio – ha spiegato Lelario – ha introdotto l'arresto obbligatorio in caso di reati simili». Di fatto l'uomo è stato trovato in un bar, intento a giocare a macchinette dopo aver venduto la collana della madre. Il giudice per le indagini preliminari non ha ravvisato gli estremi per convalidare l'arresto, ma ha comunque confermato la bontà dell'intervento della squadra mobile vietando al soggetto di avvicinarsi alla mamma.
I fatti dei giorni scorsi sono l'epilogo di due denunce sporte dalla madre. «A seguito della perdita del posto di lavoro – spiega il comandante della squadra mobile, Nicola Lelario – l'uomo aveva iniziato a giocare alle slot. Chiedeva alla madre soldi da spendere in locali e bar». La prima denuncia per vessazioni e violenza è arrivata al 113 a novembre, poi la seconda pochi giorni prima dell'arresto. Il soggetto ancora una volta aveva aggredito la madre con l'obiettivo di avere soldi. Nel caso specifico le aveva sottratto una collana, rivenduta da lì a poco per trarne profitto: 200 euro da spendere, ancora una volta, in macchinette. Non è da escludere, come sottolineato da Lelario, che l'uomo fosse entrato nella spirale della ludopatia.
Sta di fatto che il giorno 10 squadra mobile e volante hanno ravvisato gli estremi per procedere all'arresto. «La nuova normativa sul femminicidio – ha spiegato Lelario – ha introdotto l'arresto obbligatorio in caso di reati simili». Di fatto l'uomo è stato trovato in un bar, intento a giocare a macchinette dopo aver venduto la collana della madre. Il giudice per le indagini preliminari non ha ravvisato gli estremi per convalidare l'arresto, ma ha comunque confermato la bontà dell'intervento della squadra mobile vietando al soggetto di avvicinarsi alla mamma.