Piano d’Area, avanti tutta

Analizzare il territorio, pianificare gli insediamenti - abitativi, industriali e commerciali - secondo una visione d’insieme, progettare una rete di servizi intercomunali. Nasce così il Piano d’Area Territoriale del Cremonese che, dopo il Cremasco e il Casalasco, si concentra sui tredici Comuni di cintura che si sono sviluppati intorno al capoluogo, da Bonemerse a Spinadesco, da Gadesco a Pizzighettone.
Lo strumento, realizzato dalla Provincia di Cremona, ha la funzione di indirizzare l’attività di governo del territorio, mettendo a punto una pianificazione mirata. In concreto, significa avere una visione d’insieme dello sviluppo produttivo e delle infrastrutture, valorizzando l’ambiente e il contenimento del consumo di suolo agricolo, pianificare le aree di espansione residenziale e il sistema dei servizi intercomunale.
La premessa, chiarisce l’assessore provinciale al Territorio Giovanni Leoni, è «fare in modo di creare una rete di programmazione che accomuni le amministrazioni locali, al di là dei singoli campanili. Questo dovrebbe sollecitare un ‘cambio di mentalità’, a partire dai sindaci: non pensare più ciascuno per il proprio comune ma mettere in campo strategie di cooperazione per ottimizzare l’uso e la gestione delle risorse territoriali, ambientali ed economiche, migliorare la qualità insediativa e accrescere la competitività territoriale con le aree esterne».
La speranza è quella di ‘far lavorare insieme’ gli amministratori, andare...
Lo strumento, realizzato dalla Provincia di Cremona, ha la funzione di indirizzare l’attività di governo del territorio, mettendo a punto una pianificazione mirata. In concreto, significa avere una visione d’insieme dello sviluppo produttivo e delle infrastrutture, valorizzando l’ambiente e il contenimento del consumo di suolo agricolo, pianificare le aree di espansione residenziale e il sistema dei servizi intercomunale.
La premessa, chiarisce l’assessore provinciale al Territorio Giovanni Leoni, è «fare in modo di creare una rete di programmazione che accomuni le amministrazioni locali, al di là dei singoli campanili. Questo dovrebbe sollecitare un ‘cambio di mentalità’, a partire dai sindaci: non pensare più ciascuno per il proprio comune ma mettere in campo strategie di cooperazione per ottimizzare l’uso e la gestione delle risorse territoriali, ambientali ed economiche, migliorare la qualità insediativa e accrescere la competitività territoriale con le aree esterne».
La speranza è quella di ‘far lavorare insieme’ gli amministratori, andare...
LEGGI IL SERVIZIO INTEGRALE SU MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 16 GENNAIO O ABBONANDOTI A WWW.MONDOPADANO.IT