L'assessore De Bona "Finito il tempo delle grandi mostre, l'asso è la liuteria"

Fare cultura al tempo della crisi. Con budget ridotti all’osso e quando la cultura non rientra più negli atti fondamentali di un Comune. E’ ormai alle spalle la stagione delle grandi mostre dell’Apic, la stagione dell’effimero che portava centinaia di migliaia di visitatori all’ombra del Torrazzo. Ora bisogna percorrere strade nuove facendo di necessità virtù. E Cremona si è tenuta in serbo un asso ancora da giocare a livello internazionale: la sua tradizione liutaria. Ne parliamo con l’assessore alla Cultura del Comune di Cremona, Irene Nicoletta De Bona.
Assessore De Bona quanto ha pesato nelle scelte culturali dell’amministrazione comunale la mancanza di risorse finanziarie, rispetto alla politica dell’Apic e delle grandi mostre?
"Parafrasando la frase di un noto premio Nobel vorrei ricordare che la cultura è ciò che rimane dopo il grande evento, quello che deve diventare un fatto quotidiano. Certo, la nostra è stata una scelta determinata dalle ristrettezze economiche: il discorso identitario ha una valenza che non paga nel breve termine, ma ha tempi medio lunghi. La grande mostra non trasmette cultura, l’identità liutaria sì".
"Parafrasando la frase di un noto premio Nobel vorrei ricordare che la cultura è ciò che rimane dopo il grande evento, quello che deve diventare un fatto quotidiano. Certo, la nostra è stata una scelta determinata dalle ristrettezze economiche: il discorso identitario ha una valenza che non paga nel breve termine, ma ha tempi medio lunghi. La grande mostra non trasmette cultura, l’identità liutaria sì".
Vi è la possibilità che possa tornare la stagione delle grandi mostre?
"E’ difficile, non possiamo fare programmi e fino a luglio non ci sarà alcun bilancio, per cui possiamo ragionare solo mese per mese, il turismo è anche promozione e pianificazione, ma con un bilancio approvato durante l’estate come si può programmare? Certo, alcune idee che potrebbero andare in porto ce le ho. Ho già scritto all’Ermitage di San Pietroburgo per capire se sia possibile avere in prestito il Suonatore di liuto di Caravaggio, da poter esporre con il nostro San Francesco del museo civico. Ed ho chiesto anche il dipinto “Lorenzo Pagans e Auguste Degas” di Edgar Degas, con la chitarra della collezione di Carlo Alberto Carutti al Musée d’Orsay di Parigi. Sarebbe bellissimo potere esporre queste opere che si legano direttamente alle nostre nuove Stanze della Musica".
"E’ difficile, non possiamo fare programmi e fino a luglio non ci sarà alcun bilancio, per cui possiamo ragionare solo mese per mese, il turismo è anche promozione e pianificazione, ma con un bilancio approvato durante l’estate come si può programmare? Certo, alcune idee che potrebbero andare in porto ce le ho. Ho già scritto all’Ermitage di San Pietroburgo per capire se sia possibile avere in prestito il Suonatore di liuto di Caravaggio, da poter esporre con il nostro San Francesco del museo civico. Ed ho chiesto anche il dipinto “Lorenzo Pagans e Auguste Degas” di Edgar Degas, con la chitarra della collezione di Carlo Alberto Carutti al Musée d’Orsay di Parigi. Sarebbe bellissimo potere esporre queste opere che si legano direttamente alle nostre nuove Stanze della Musica".
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