Task force per salvare lo storico organo Tamburini

Lo storico organo Tamburini tornerà a far cantare la Cattedrale. Per ora è solo un desiderio, ma lo strumento che da cinquant’anni occupa l’abside centrale potrebbe completare il restauro giunto ormai agli sgoccioli. Le ultime notizie in merito risalgono all’organo olandese importato appositamente dai Paesi Bassi nell’agosto 2012, poi bocciato perché inadeguato. Nel Duomo della “capitale dell’arte organaria” anche la musica dev’essere cremasca: in mancanza di fondi sufficienti alla costruzione di un nuovo strumento, un anno fa è sorta la proposta di un recupero a più mani. «L’idea sarebbe quella di riunire le tre maestranze della città per ricostruire l’organo della Cattedrale» spiega don Vito Barbaglio, presidente della Commissione lavori. Tamburini, Inzoli-Bonizzi e Scotti, due fabbriche d’organi e un cannofonista, si troverebbero quindi a lavorare insieme; il passo successivo sarà scegliere il supervisore dei lavori, che potrebbe essere un professionista non cremasco. Lo storico Tamburini è stato costruito nel 1963, utilizzando alcune parti dello strumento precedente, costruito dalla ditta Inzoli nel 1908. Dopo l’ampliamento del 1966 con l’aggiunta di alcuni registri fonici, l’organo è rimasto in Duomo fino al 2011, quando è stato smontato per lasciar spazio ai restauri. Recuperarlo non sarà semplice, ma la soluzione sembra convincere i committenti. Nelle prossime settimane il vescovo Oscar Cantoni incontrerà i soggetti interessati e la Commissione competente per stabilire una linea d’azione definitiva, dal progetto ai rispettivi costi.
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