padre Francesco Zambotti: «Solidarietà è dare speranza»

Povertà materiali e povertà spirituali. E’ il mondo al quale padre Francesco Zambotti cerca di dare “risposte di pace”. Su queste fondamenta poggiano le sue Tende di Cristo. Luoghi di accoglienza e di speranza. Fatte di concretezza. Di solidarietà. Della consapevolezza che in ogni parte del mondo e in ogni momento servono punti di riferimento. Per non perdersi. Neppure quando si attraversano tratti di deserto
Come è nata l’idea delle Tende di Cristo? Perché? Qual era l’emergenza quando nella seconda metà degli anni Ottanta è partita la prima esperienza?
Le Tende sono l’esito di un percorso. Dal 1977 al 1983 sono stato collaboratore del Superiore generale dell’ordine Camilliano a Roma. Un compito impegnativo che mi ha fatto crescere e maturare molto. Terminato il mandato, nel maggio del 1983, divenni direttore amministrativo e Superiore della Casa di Cura San Camillo a Cremona (1983-86). Da tempo, però, dentro me c’era il desiderio di iniziare a fare qualcosa di concreto per gli ultimi. In quel momento l’emergenza era la tossicodipendenza. Cremona risultava essere, rispetto agli altri capoluoghi lombardi, la provincia con maggior incidenza di casi. Chiesi ai miei Superiori di potermi impegnare in questo ambito. Mi diedero il loro benestare a patto che non chiedessi supporti economici. La prima esperienza di accoglienza fu a Cremona nella Casa della Provvidenza. Da lì è cominciata un’opera di ascolto che tuttora continua con l’apertura e chiusura, talvolta, di numerose Tende.
Le Tende sono l’esito di un percorso. Dal 1977 al 1983 sono stato collaboratore del Superiore generale dell’ordine Camilliano a Roma. Un compito impegnativo che mi ha fatto crescere e maturare molto. Terminato il mandato, nel maggio del 1983, divenni direttore amministrativo e Superiore della Casa di Cura San Camillo a Cremona (1983-86). Da tempo, però, dentro me c’era il desiderio di iniziare a fare qualcosa di concreto per gli ultimi. In quel momento l’emergenza era la tossicodipendenza. Cremona risultava essere, rispetto agli altri capoluoghi lombardi, la provincia con maggior incidenza di casi. Chiesi ai miei Superiori di potermi impegnare in questo ambito. Mi diedero il loro benestare a patto che non chiedessi supporti economici. La prima esperienza di accoglienza fu a Cremona nella Casa della Provvidenza. Da lì è cominciata un’opera di ascolto che tuttora continua con l’apertura e chiusura, talvolta, di numerose Tende.
Qual è l’emergenza di adesso?
Lo si vede bene a Casa Paola a Rivarolo del Re. Famiglie senza casa perché hanno perso il lavoro. Anziani soli senza una rete di protezione. Persone con problemi psichiatrici che non hanno nessuno. Qui trovano un tetto e da mangiare. Ma anche risposte spirituali ed ascolto. Educhiamo le persone a superare la loro emergenza. Un punto nero su un foglio bianco non è l’intero foglio. Lo stesso vale per gli uomini. La persona è molto più del...
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Lo si vede bene a Casa Paola a Rivarolo del Re. Famiglie senza casa perché hanno perso il lavoro. Anziani soli senza una rete di protezione. Persone con problemi psichiatrici che non hanno nessuno. Qui trovano un tetto e da mangiare. Ma anche risposte spirituali ed ascolto. Educhiamo le persone a superare la loro emergenza. Un punto nero su un foglio bianco non è l’intero foglio. Lo stesso vale per gli uomini. La persona è molto più del...
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