Aumentano i viaggi organizzati a Roma per partecipare all'udienza Papa Francesco Anche da Cremona pellegrini in aumento

5 GEN 14
Ultimo aggiornamento: 16:4416 MAG 25
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Domenica scorsa gli ultimi arrivati si sono dovuti fermare in via della Conciliazione. In piazza San Pietro c’era un po’ di spazio solo dietro il grande albero di Natale, ma da lì non si vede la finestra del Papa.
Da mesi, anche le udienze del mercoledì, si tengono all’aperto perché la sala Nervi non riuscirebbe a contenere tutti i fedeli. La capienza della sala Nervi non arriva infatti a 12 mila persone e la stima delle presenze raggiunge sovente i 30 mila. Tutti a vedere Papa Francesco, un Pontefice che continua a stupire per la semplicità e l’immediatezza del linguaggio. «Noi facciamo fatica a trovare i pass per le udienze» spiega Gianluigi Gremizzi della Profilo tour, l’agenzia che cura i viaggi diocesani. «Solo l’anno scorso i pass arrivavano puntualmente - spiega - ma adesso siamo costretti a dare ai viaggiatori copia della domanda. Di solito, il pass si riesce a ritirare là, all’ufficio all’interno del Portone di bronzo».
Di quanto sono aumentati i pellegrinaggi a Roma da quando c’è Papa Francesco?
«In percentuale non saprei dire. I pellegrinaggi a Roma sono sempre stati tanti, ad esempio nel 2012 c’era l’anno paolino che ha richiamato molti fedeli. Quello che è indubbio è che oggi molti chiedono specificamente di poter partecipare all’udienza del Papa».
A inizio settembre la diocesi ha portato più di 400 fedeli, raccolti da una ventina di parrocchie, da Isola Dovarese a Casalbuttano, da Castelverde a Pizzighettone. «Questo forse non è un numero eccezionale - spiega don Claudio Rasoli, responsabile dell'Ufficio delle Comunicazioni Sociali della Diocesi - in altre occasioni eravamo di più. Ma, nel complesso, certamente c’è la voglia di andare a vedere questo Papa».
Che di Cremona si è ricordato quando ha stretto la mano la Vescovo Dante Lafranconi, con un battuta diventata ormai un aneddtoto: «Di Cremona? - aveva detto il Papa - bè, si ricordi di non esagerare con il torrone».
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