Case, dimezzate le vendite. Difficile l'accesso al credito

SITUAZIONE
Mercato ancora paralizzato, vendite dimezzate negli ultimi sette anni, ricorso agli affitti sempre più massiccio. In sintesi, l’analisi di Walter Poledri, presidente provinciale della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali. Chiede misure per facilitare l’accesso al credito di nuove tipologie di compratori: famiglie monoreddito, lavoratori a tempo determinato o con contratti atipici.
Mercato ancora paralizzato, vendite dimezzate negli ultimi sette anni, ricorso agli affitti sempre più massiccio. In sintesi, l’analisi di Walter Poledri, presidente provinciale della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali. Chiede misure per facilitare l’accesso al credito di nuove tipologie di compratori: famiglie monoreddito, lavoratori a tempo determinato o con contratti atipici.
INTERVISTA
Quanto pesa la crisi sul mercato immobiliare in provincia?
«La situazione del Cremonese è simile a quella del Cremasco, praticamente in linea con quella lombarda e più in generale italiana. Scambi ridotti, richieste rivolte all’usato perchè i costi si sono ridimensionati notevolmente per l’alta offerta. Ciò è dovuto in parte all’esigenza di monetizzare e in parte alla voglia di cambiare tipologia d’investimento. Non è ipotizzabile indicare l’entità numerica delle abitazioni disponibili; si può però dire che è in linea con l’anno precedente e variabile in base alle zone».
Si vende o si affitta di più?
«C’è una maggior propensione alla locazione, determinata anche dalla flessione rispetto agli anni precedenti dei canoni. Importante menzionare anche il fatto che la maggiore difficoltà di accesso al credito porta molte famiglie a non prendere più in considerazione l’acquisto. Per quanto concerne i prezzi, si può dire che per il nuovo non potranno calare in quanto i nuovi adempimenti energetici prevedono costi maggiori; l’usato invece dipende da posizione, classe energetica e peculiarità. Più in particolare posso dire che resiste ancora la nicchia dell’alta qualità ad appannaggio di alcuni: la disponibilità economica crea la differenza. Sono solito dire che “si vende male e si compra bene”: con più è elevata la necessità di vendita, per motivi anche legati alla congiuntura economica o alla pressione fiscale, con più il prezzo tende ad abbassarsi»
Si è parlato molto del caro affitti per negozi e vani commerciali. Qual è l’andamento?
«Posso assicurare che i canoni si sono ridotti in maniera a volte anche rilevante e molto spesso su richiesta degli attuali conduttori. Il locatore accetta la sforbiciata per garantirsi la presenza di inquilini conosciuti e corretti».
In che posizione siamo a livello regionale come numero di vendite e prezzi?
«L’andamento generale delle vendite in Italia si attesterà a fine anno attorno alle 400/450 mila unità comprate e vendute: dimezzate rispetto al 2006, anno in cui si è raggiunta la punta più alta dal dopoguerra in poi. La posizione del nostro territorio in termini di prezzo non è paragonabile alle altre province in quanto i mercati sono molto diversi fra loro».
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