Record di questuanti nelle strade di Cremona

In via Solferino, una signora anziana e impellicciata ne parla con l’amica: «Vengono a chiederti i soldi proprio quando stai pagando. Così guardano anche dentro alla borsetta…». Dall’altra parte del marciapiede, in prossimità della sala merci, un musicista di strada se la prende con un avvocato.
Su Largo Boccaccino c’è un’anziana rom, coperta con diversi strati di vestiti che sembrano leggeri, che cerca di intercettare i passanti. Tutti la scansano anche con largo anticipo. In via Mercatello c’è il solito ragazzo africano, che tende il berretto. Sarà nigeriano. Gli africani dicono che sono solo i nigeriani a domandare l’elemosina.
Dirimpetto c’è un giovane rumeno. Per terra ha un cagnolino, coperto da un cappotto e con uno zerbino su cui appoggia le zampe. Nel bicchiere di carta c’è un po’ di moneta. Viso giovane, barba curata.
«Sono rumeno. Non ho documenti, non posso trovare lavoro - spiega - vivo con il mio cane e non disturbo nessuno. Oggi un po’ di soldi li ho ricevuti. Meglio qui che a Milano. Là, la gente non ti guarda nemmeno».
Era un’osservazione di don Tonino Bello, profetico vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi al tempo della guerra in Jugoslavia.
Una volta si era trovato a far colletta all’aeroporto di Fiumicino per riuscire a tornare a Bari. Molti avevano rifiutato di aiutarlo, ma qualcuno aveva evitato anche di guardarlo in faccia.
«Non sei obbligato a fare un’offerta, ma guarda almeno in viso la persona che te la chiede» la sua raccomandazione.
L’altro giorno, a Brescia, un ragazzo era appena uscito dalla forneria. E ha guardato bene in faccia il giovane africano che gli chiedeva qualcosa da mangiare. «Vuoi una mezza focaccia?» gli ha chiesto, ma l’altro...
Su Largo Boccaccino c’è un’anziana rom, coperta con diversi strati di vestiti che sembrano leggeri, che cerca di intercettare i passanti. Tutti la scansano anche con largo anticipo. In via Mercatello c’è il solito ragazzo africano, che tende il berretto. Sarà nigeriano. Gli africani dicono che sono solo i nigeriani a domandare l’elemosina.
Dirimpetto c’è un giovane rumeno. Per terra ha un cagnolino, coperto da un cappotto e con uno zerbino su cui appoggia le zampe. Nel bicchiere di carta c’è un po’ di moneta. Viso giovane, barba curata.
«Sono rumeno. Non ho documenti, non posso trovare lavoro - spiega - vivo con il mio cane e non disturbo nessuno. Oggi un po’ di soldi li ho ricevuti. Meglio qui che a Milano. Là, la gente non ti guarda nemmeno».
Era un’osservazione di don Tonino Bello, profetico vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi al tempo della guerra in Jugoslavia.
Una volta si era trovato a far colletta all’aeroporto di Fiumicino per riuscire a tornare a Bari. Molti avevano rifiutato di aiutarlo, ma qualcuno aveva evitato anche di guardarlo in faccia.
«Non sei obbligato a fare un’offerta, ma guarda almeno in viso la persona che te la chiede» la sua raccomandazione.
L’altro giorno, a Brescia, un ragazzo era appena uscito dalla forneria. E ha guardato bene in faccia il giovane africano che gli chiedeva qualcosa da mangiare. «Vuoi una mezza focaccia?» gli ha chiesto, ma l’altro...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SU MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDÌ 19 DICEMBRE O ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
