Quelle mani d’oro

Una folgorazione. Così è stata per Patrizia Bonati la scoperta dell’amore per l’oreficeria. Una passione che ha iniziato a farsi strada in lei già da ragazzina, unita alla curiosità per i materiali e le forme. Cremonese, classe 1964, Patrizia era poco più che ventenne quando ha deciso che questa sarebbe stata la sua strada. Coltivata con fatica, da autodidatta, ma anche con tanta dedizione. Finché, il 3 ottobre 1991, ha aperto il suo laboratorio-negozio: dalla vetrina, infatti, non solo si possono ammirare i suoi gioielli di ricerca ma è anche possibile scorgere Patrizia al lavoro tra la trafila e l’incudine.
Dall’87 al ‘91 ha iniziato ad apprendere i primi rudimenti del mestiere orafo presso un artigiano e nello studio di uno scultore-orafo milanese. Poi ha aperto la sua attività nel cuore di Cremona: in via Sicardo, al 12/b, tra le botteghe dei liutai, trova spazio anche il suo negozio-laboratorio, studiato per lei dalla sorella architetto Nelly Bonati.
Patrizia ha continuato a frequentare corsi di perfezionamento con orafi della scuola di Padova. Ha proseguito la sua ricerca personale, proponendo soluzioni innovative e creazioni inedite. E ha collezionato un successo dietro l’altro: innumerevoli le esposizioni presso gallerie del settore e musei in Italia e all’estero. Il Grassi Museum für Angewandte Kunst di Lipsia, in Germania, ha in collezione permanente due gioielli realizzati nel 2003, mentre una spilla è conservata dalla Fondazione Cominelli di Cisano San Felice del Benaco, in provincia di Brescia, dal 2012. Nel 2006 e 2007 ha partecipato alla fiera internazionale Collect presso il Victoria & Albert Museum di Londra e a numerose mostre in Italia, Francia, Olanda, Germania e Portogallo. Il suo lavoro è stato esposto al Museo Civico Archeologico di Como e al Museo Nazionale d’Arte Orientale a Roma. È stata invitata alla Biennale di Pechino, oltre ad aver ricevuto...
Dall’87 al ‘91 ha iniziato ad apprendere i primi rudimenti del mestiere orafo presso un artigiano e nello studio di uno scultore-orafo milanese. Poi ha aperto la sua attività nel cuore di Cremona: in via Sicardo, al 12/b, tra le botteghe dei liutai, trova spazio anche il suo negozio-laboratorio, studiato per lei dalla sorella architetto Nelly Bonati.
Patrizia ha continuato a frequentare corsi di perfezionamento con orafi della scuola di Padova. Ha proseguito la sua ricerca personale, proponendo soluzioni innovative e creazioni inedite. E ha collezionato un successo dietro l’altro: innumerevoli le esposizioni presso gallerie del settore e musei in Italia e all’estero. Il Grassi Museum für Angewandte Kunst di Lipsia, in Germania, ha in collezione permanente due gioielli realizzati nel 2003, mentre una spilla è conservata dalla Fondazione Cominelli di Cisano San Felice del Benaco, in provincia di Brescia, dal 2012. Nel 2006 e 2007 ha partecipato alla fiera internazionale Collect presso il Victoria & Albert Museum di Londra e a numerose mostre in Italia, Francia, Olanda, Germania e Portogallo. Il suo lavoro è stato esposto al Museo Civico Archeologico di Como e al Museo Nazionale d’Arte Orientale a Roma. È stata invitata alla Biennale di Pechino, oltre ad aver ricevuto...
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