Avvento di Fraternità a favore di Siria, Filippine e Isole Salomone

27 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 13:2315 GIU 26
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“Mettici il cuore! Per un Natale aperto al mondo”. Questo lo slogan dell’Avvento di Fraternità 2013, la tradizionale iniziativa solidale promossa nel periodo di preparazione al Natale da Caritas Cremonese e Ufficio missionario diocesano. Triplice l’attenzione: alla Siria, ancora teatro di violenze, soprattutto contro i cristiani; alle Filippine, recentemente messe in ginocchio dal tifone Haiyan; e alle Isole Salomone. In tutti i casi forte il legame con la diocesi di Cremona: attraverso l’operato nelle Filippine di una monaca trappista cremonese, suor Franca Bini, e nelle Isole Salomone del sacerdote soncinese “fidei donum” don Sergio Galbignani. A consolidare il legame con la Siria il vicario apostolico emerito di Aleppo, mons. Giuseppe Nazzaro, a Cremona nei giorni di sant’Omobono. In Siria A instaurare un primo legame di solidarietà tra la Chiesa cremonese e quella siriana era stato il pellegrinaggio diocesano nel paese arabo del marzo del 2010. In quel viaggio il gruppo cremonese aveva avuto modo di conoscere la piccola comunità di suore trappiste, provenienti dal monastero cistercense Valserena di Guardistallo (Pisa), che, in Siria da cinque anni, stavano costruendo una nuova casa ad Azeir, piccola località di forte prevalenza cristiana. Proprio in quell’occasione i pellegrini cremonesi avevano avuto modo di conoscere ad Aleppo l’allora vicario apostolico, il frate francescano mons. Giuseppe Nazzaro, che aveva raccontato la vita dei cristiani in queste terre di frontiera. Un racconto proseguito, a quasi quattro anni di distanza, lo scorso 12 novembre alla Casa dell’Accoglienza di Cremona dove mons. Nazzaro, in uno degli incontri promossi nell’ambito della Settimana della Carità, ha fatto il punto sull’odierna situazione siriana, con un accorato appello alla preghiera e alla solidarietà nei confronti dei cristiani di quelle terre, ogni giorno perseguitati e uccisi non dal regime di Bashar el Hassad, ma dalle bande armate delle “petrol-monarchie” islamiche che non tollerano un governo laico che giudica la Sharia incostituzionale e riconosce stessi diritti a uomini e donne per quanto riguarda l’educazione e la salute. Proprio le violenze degli estremisti islamici sono all’origine dell’esodo da quei territori. Cruento il racconto di mons. Nazzaro, che è stato testimone di persecuzioni, profanazioni di chiese, conversioni forzate all’Islam, uccisioni sommarie e di ogni tipo di violenza. Tra le zone più colpite quella di Maaloula, la cittadina in cui si parla ancora l’aramaico, la lingua di Gesù, dove recentemente c’è stato uno spaventoso massacro di cristiani. A queste comunità andrà parte di quanto raccolto nell’Avvento di Fraternità.
Nelle Filippine La generosità cremonese indirizzata alle Filippine andrà a favore delle opere di carità promosse dalla Trappa di Nostra Signora del Monte a Matutum (nella zona sud del Paese), dove è presente una monaca originaria di Cremona, suor Franca Bini. La religiosa dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, insieme ad altre nove consorelle nel 1995 fu mandata dal monastero di Vitorchiano per fondare una nuova comunità nel lontano paese asiatico. L’inserimento in un contesto povero e problematico fece subito intravedere la necessità di un aiuto concreto da offrire agli abitanti del villaggio vicino. Fu costruito un ambulatorio dove medici del posto prestano gratuitamente la loro opera in favore dei più poveri, soprattutto i bambini, quattro o cinque per famiglia. La comunità - poco più di una trentina di monache – si mantiene con il lavoro dei campi (coltivazione di riso, granoturco e ananas), la produzione artigianale di biscotti e pane venduti al mercato locale, la fabbricazione di oggetti sacri. Sebbene la vita monastica sia strettamente contemplativa, il monastero partecipa ai bisogni della popolazione che la circonda. In particolare suor Franca insieme a una consorella aiutano i pazienti che settimanalmente si presentano nella piccola clinica. Anche se il tifone Haiyan non ha causato particolari problemi, la zona è particolarmente soggetta a calamità naturali, come terremoti e forti piogge. Nelle Isole Salomone Rispetto alle Isole Salomone, nazione insulare dell’Oceano Pacifico meridionale che conta un migliaio di isole per una superficie complessiva di 28mila chilometri quadrati, l’aiuto andrà al sacerdote soncinese don Sergio Galbignani che dall’inizio dell’anno, lasciate le Filippine dopo 17 anni di servizio, opera nella diocesi di Gizo, retta dal vescovo Luciano Capelli, salesiano di origini comasche. Una realtà che conta circa 11mila i battezzati (poco più del 10% della popolazione), con solo 8 sacerdoti (di cui 2 locali). Il “fidei donum” cremonese è parroco di Noro nell’isola di New Georgia. A “caratterizzare” la pastorale la difficoltà negli spostamenti, di isola in isola, tanto che il vescovo si è dotato di un ultraleggero che gli permette di raggiungere tutte le comunità. Don Galbignani ha a disposizione una piccola barca, essenziale per raggiungere i suoi 7 villaggi, spersi sulle tante isolette. Viaggi spesso effettuati su un mare che è quasi sempre molto mosso, che sono necessari non solo per l’attività pastorale, ma anche per il trasporto dei malati all’ambulatorio (l’ospedale non c’è) e i trasferimenti degli studenti cattolici che tornano a casa nel fine settimana. L’aiuto dell’Avvento di fraternità permetterà di avere a disposizione un natante più efficiente e sicuro, magari con alcuni posti coperti, utili a ripararsi dalle piogge quasi giornaliere. L’Avvento di Fraternità Se tradizionalmente in Quaresima l’attenzione va alla realtà cremonese, in Avvento la mano della solidarietà si tende a una parte del mondo in difficoltà. Tre anni fa il sostegno era stato rivolto ai bambini di Betlemme, quindi alla diocesi brasiliana di São Luís de Montes Belos, guidata dal vescovo cremonese dom Carmelo Scapa, mentre lo scorso anno gli aiuti erano serviti a sostenere la parrocchia di Kasika, in Congo, con un progetto a favore dei bambini orfani e quelli nati in seguito alle violenze subite dalle loro madri durante i disordini della fine degli anni Novanta. Per contribuire all’Avvento di Fraternità 2013 è possibile rivolgersi alla propria parrocchia o direttamente alla Caritas diocesana, presso gli uffici di via Stenico a Cremona. Donazioni possono essere fatte anche attraverso: · conto corrente postale n° 68411503 · bonifico bancario – Iban IT57H0515611400CC0540005161 intestati a “Fondazione San Facio onlus” e con causale “Avvento di Fraternità 2013”.3