L'assessore Fava a Cremona: più risorse per la zootecnia

"Quello che abbiamo condiviso oggi è un grido di
dolore a cui non possiamo restare insensibili. Se il Ministero delle
Politiche agricole riguardo all'iniqua ripartizione delle risorse, a livello
nazionale, per i controlli funzionali svolti dalle associazioni di
allevatori dimostra scarsa attenzione e conoscenza del comparto, noi
dobbiamo reagire con serietà e cercare di tutelare quel che per noi
rappresenta un vero e proprio patrimonio del sistema allevatoriale e
imprenditoriale, la zootecnia lombarda e del nord". Così si è espresso oggi
l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, in occasione
dell'incontro a Cremona con il presidente dell'Associazione provinciale
Allevatori (Apa), Riccardo Crotti.
dolore a cui non possiamo restare insensibili. Se il Ministero delle
Politiche agricole riguardo all'iniqua ripartizione delle risorse, a livello
nazionale, per i controlli funzionali svolti dalle associazioni di
allevatori dimostra scarsa attenzione e conoscenza del comparto, noi
dobbiamo reagire con serietà e cercare di tutelare quel che per noi
rappresenta un vero e proprio patrimonio del sistema allevatoriale e
imprenditoriale, la zootecnia lombarda e del nord". Così si è espresso oggi
l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, in occasione
dell'incontro a Cremona con il presidente dell'Associazione provinciale
Allevatori (Apa), Riccardo Crotti.
RIVEDERE CRITERI ASSEGNAZIONE FONDI - Lo scorso 29 agosto Fava, in una
lettera al Ministero per le Politiche agricole, aveva chiesto che fosse
rivisto il criterio di assegnazione dei fondi per i controlli funzionali
svolti dalle associazioni degli allevatori. "Paradossalmente - scriveva
l'assessore in quella data - nella regione, la Lombardia, in cui si
controlla la metà dei capi, dove maggiore è la presenza di bovini da latte e
si effettuano il numero più elevato di controlli e analisi quantitative,
siamo penalizzati dall'assegnazione di risorse:
appena il 26% del totale disponibile".
"Cercheremo in tutti i modi di trovare le risorse necessarie - ha detto oggi
Fava, citando la risposta ricevuta, 'l'unica in questi mesi, dal Ministero',
in merito alla richiesta di chiarimenti sull'assegnazione di fondi per i
controlli funzionali - per evitare che questo disegno neocentralista che
vorrebbe riportare tutte le competenze al centro possa travolgere i quasi
4000 allevatori che quotidianamente utilizzano con grande soddisfazione i
servizi delle Apa provinciali nell'ambito del Sata regionale".
lettera al Ministero per le Politiche agricole, aveva chiesto che fosse
rivisto il criterio di assegnazione dei fondi per i controlli funzionali
svolti dalle associazioni degli allevatori. "Paradossalmente - scriveva
l'assessore in quella data - nella regione, la Lombardia, in cui si
controlla la metà dei capi, dove maggiore è la presenza di bovini da latte e
si effettuano il numero più elevato di controlli e analisi quantitative,
siamo penalizzati dall'assegnazione di risorse:
appena il 26% del totale disponibile".
"Cercheremo in tutti i modi di trovare le risorse necessarie - ha detto oggi
Fava, citando la risposta ricevuta, 'l'unica in questi mesi, dal Ministero',
in merito alla richiesta di chiarimenti sull'assegnazione di fondi per i
controlli funzionali - per evitare che questo disegno neocentralista che
vorrebbe riportare tutte le competenze al centro possa travolgere i quasi
4000 allevatori che quotidianamente utilizzano con grande soddisfazione i
servizi delle Apa provinciali nell'ambito del Sata regionale".
POLITICA NAZIONALE MIOPE E CENTRALISTA - "E' chiaro che ancora una volta ci
dobbiamo misurare con una politica romana - ha detto Fava - che per miopia e
incompetenza cerca di gestire un comparto senza intervenire come dovrebbe a
sostengo dello stesso. Ho garantito al presidente Crotti il mio impegno
personale per concordare insieme alla rappresentanza regionale di settore
modalità e azioni che ci possano portare con serenità al di fuori
dell'emergenza che viviamo, nel 2014".
"Il passaggio fondamentale su Cremona di oggi - ha aggiunto l'assessore - è
stato un passo preliminare per allargare il discorso su base regionale, in
vista dell'assemblea di domani dell'Aral, in occasione della quale
condividere al meglio l'unico obiettivo da perseguire: salvare la zootecnia
lombarda e del Nord".
dobbiamo misurare con una politica romana - ha detto Fava - che per miopia e
incompetenza cerca di gestire un comparto senza intervenire come dovrebbe a
sostengo dello stesso. Ho garantito al presidente Crotti il mio impegno
personale per concordare insieme alla rappresentanza regionale di settore
modalità e azioni che ci possano portare con serenità al di fuori
dell'emergenza che viviamo, nel 2014".
"Il passaggio fondamentale su Cremona di oggi - ha aggiunto l'assessore - è
stato un passo preliminare per allargare il discorso su base regionale, in
vista dell'assemblea di domani dell'Aral, in occasione della quale
condividere al meglio l'unico obiettivo da perseguire: salvare la zootecnia
lombarda e del Nord".
RISPOSTA MINISTERO? IN RITARDO E QUASI SUPERATA - "Trovo peraltro di dubbio
gusto - ha poi concluso Fava - almeno sotto il profilo formale che, rispetto
alla nostra richiesta di agosto, la risposta del Ministero arrivi solo a
novembre, nemmeno direttamente dal ministro ma semplicemente allegando una
scheda firmata da un funzionario e già vecchia di mesi. Scheda che, nello
specifico, dà una risposta sbagliata rispetto alla vicenda del laboratorio
Lgs di Cremona, questione che proprio Regione Lombardia ha già affrontato e
parzialmente risolto con Aia nazionale. Notizie vecchie, inutilizzabili,
dunque, ma soprattutto espressione di un'attenzione al problema burocratica
e centralista, che respingiamo al mittente".
gusto - ha poi concluso Fava - almeno sotto il profilo formale che, rispetto
alla nostra richiesta di agosto, la risposta del Ministero arrivi solo a
novembre, nemmeno direttamente dal ministro ma semplicemente allegando una
scheda firmata da un funzionario e già vecchia di mesi. Scheda che, nello
specifico, dà una risposta sbagliata rispetto alla vicenda del laboratorio
Lgs di Cremona, questione che proprio Regione Lombardia ha già affrontato e
parzialmente risolto con Aia nazionale. Notizie vecchie, inutilizzabili,
dunque, ma soprattutto espressione di un'attenzione al problema burocratica
e centralista, che respingiamo al mittente".